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Comunali Messina, l'affondo di Germanà: “Altri hanno spaccato il Centrodestra”

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Unità, unità, unità. No, non è il nome del quotidiano del vecchio Partito comunista, ma il mantra ripetuto in queste settimane dal Centrodestra messinese. Si sono sprecati tavoli e appelli ma, all’inizio della settimana che porta alla Pasqua, si è ancora alla ricerca di una quadra che appare sempre più difficile da trovare. E l’ipotesi che nella coalizione scendano in campo più candidati, come sta avvenendo a Palermo, si fa sempre più concreta.

Germanà all’attacco

Ieri mattina il deputato della Lega Nino Germanà, ribadendo la sua posizione anche attraverso un video realizzato all’ombra del Pilone di Torre Faro, ha definito «irricevibile» l’appello all’unità che arriva da alcuni esponenti del Centrodestra. «Non sono io l’autore delle fughe in avanti, non sono io che ho giocato a rompere. La fuga in avanti e la rottura sono avvenute nel momento in cui quattro sigle delle 11 sedute originariamente al tavolo hanno deciso di mettere tutti davanti al fatto compiuto. Hanno detto, il candidato è Maurizio Croce, sostenetelo. È incredibile che il tavolo del Centrodestra si faccia dettare le regole da Beppe Picciolo, mio amico, che però ha militato per anni nel Centrosinistra. È come se io, che sono sempre stato nel Centrodestra e che sono stato eletto tre volte deputato in Forza Italia, mi presentassi al tavolo del Centrosinistra e, invece di offrire il mio contributo, dicessi “ho il nome, questo è il candidato, si fa così”». Germanà conferma la sua candidatura a sindaco: «Sono solo? Va bene, faccio lo stesso la mia battaglia, perché io non mi vendo. Maurizio Croce è un nome divisivo. È una persona perbene e un bravo tecnico, ma da decenni vive a Roma e lavora a Palermo. Ed è stato assessore regionale del governo Crocetta, credo il peggiore degli ultimi decenni. Si è veramente andati fuori binario, non sembra esserci più una logica politica in tutto questo. Io ho detto, rinunciamo entrambi alla nostra candidatura e si sceglie un’alternativa. La proposta è caduta nel vuoto, Croce è il candidato di Genovese e Picciolo, io sarò il candidato di un’altra parte del Centrodestra. Ma che nessuno dica che sono io ad avere rotto l’unità della coalizione».

De Domenico e il seme

Ieri, intanto, è stata la prima tappa del tour elettorale del candidato sindaco del Centrosinistra Franco De Domenico, accompagnato da vari esponenti della coalizione, dai 5Stelle (la senatrice Grazia D'Angelo, il deputato Antonio De Luca) ai consiglieri comunali (Bonfiglio, Massimo Rizzo, Antonella Russo, Gaetano Gennaro), ad altri rappresentanti del Pd (il prof. Antonio Saitta), di Articolo Uno e dei movimenti accorintiani (l'ex assessore Daniele Ialacqua). Una campagna elettorale che si apre con un gesto simbolico: il seme di un albero di limone piantato nel giardino di piazza Pozzo, a Giampilieri Superiore, teatro della tragica alluvione dell'1 ottobre 2009. «È la nascita di qualcosa di nuovo che germoglia e si radica; la metafora perfetta per riassumere quella svolta culturale che vogliamo per la città e che dovrà cancellare ogni distinzione tra centro e periferie. Una città che deve tornare a respirare aria di normalità, superando tutte quelle emergenze che da troppo tempo le tarpano le ali. Una città che trovi nella coesione la forza per attrarre investimenti, al pari di quanto stanno facendo tanti altri territori meridionali».

Basile va “oltre De Luca”

E a De Domenico sembra lanciare un'evidente “frecciata” Federico Basile, il candidato di Sicilia Vera, che annuncia la ripresa degli appuntamenti nei villaggi e dei quartieri. «Riparte il nostro “tour”, l'iniziativa politica che conta già innumerevoli tentativi di imitazione... Domani si conclude il nostro “primo” giro. E poi... si ricomincia, proseguendo nel rapporto diretto con la gente, ideato da Cateno De Luca e mantenuto negli ultimi 4 anni. Mi raccomando, continuate a scegliere l'originale e diffidate delle imitazioni». Un Basile “tifoso” (ieri era anche allo stadio San Filippo per assistere alla vittoria del Messina sul Taranto) e convinto della bontà dei programmi e della qualità delle donne e degli uomini della propria squadra: «Mistifica chi dice che la città di Messina deve essere salvata o deve tornare a essere normale. La Giunta De Luca ha riportato la buona amministrazione e ha indicato strategie per il rilancio e lo sviluppo, noi le attueremo, andando anche “oltre De Luca”».

Sturniolo e gli sfratti

Entra nel vivo anche la campagna elettorale di Gino Sturniolo. Il candidato sindaco di “Messina in Comune” ieri è intervenuto sull'emergenza sfratti e sul caso denunciato dall'Unione Inquilini. «Credo che la sofferenza abitativa sia un tema ineludibile della questione sociale nella nostra città. Non possiamo affidare alla forza pubblica il destino di famiglie in difficoltà economica e abitativa. Emerge sempre di più il rapporto tra morosità e crisi economica che in questi due anni si è acutizzata a causa della pandemia. Ritengo che se molti locatori vogliano legittimamente riprendere possesso del proprio alloggio, parimenti, gli inquilini in sofferenza abitativa hanno tutto il diritto di non finire per strada per motivazioni che esulano dalle loro volontà. Le istituzioni devono mettere al centro delle proprie azioni amministrative il nodo della sofferenza abitativa. Nel passato ho sostenuto le lotte delle famiglie sotto sfratto anche quando ho ricoperto la carica di consigliere comunale. È necessaria la sottoscrizione di protocolli di graduazione programmata delle esecuzioni degli sfratti tra Prefettura, Comune e parti sociali, affinché per le famiglie colpite dalla crisi con minori, anziani e disabili si trovi un'adeguata soluzione».

 

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