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Alla ricerca della verità: la stampa universitaria e l'informazione di qualità

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“Andare, vedere, raccontare”: tre verbi che sintetizzano in maniera precisa il compito del giornalista, chiamato a raccontare i fatti nel rispetto della verità sostanziale e della dignità dei soggetti coinvolti, ricoprendo un’importante funzione sociale soprattutto in un tempo in cui il rapido processo di digitalizzazione sembra aver attenuato i doveri di verifica. E proprio “leggi le carte  e parla con la gente” era il motto di  Mario Francese, cronista del Giornale di Sicilia barbaramente ucciso il 26 gennaio 1979 da chi voleva spegnere la sua voce libera e onesta. Una lezione di responsabilità, altruismo e senso del dovere, che 42 anni dopo risulta più che mai attuale e ha costituito il filo conduttore del webinar “Giornalismo d’inchiesta e studenti: La stampa universitaria sulle spalle dei giganti”, promosso da UniVersoMe, la testata giornalistica multiforme dell’Università di Messina, in collaborazione con Gazzetta del Sud e Noi Magazine, l’inserto dedicato al mondo dell’istruzione al quale gli studenti attivamente collaborano nella pagina dedicata agli Atenei dello Stretto.

Quali sono gli obiettivi del giornalismo d’inchiesta e come possono i giornalisti riemergere dal sensazionalismo che ha pervaso il mondo dell’informazione? Che valore ha il contributo dei giovani attraverso la stampa universitaria nella lotta alla disinformazione? Di questi interrogativi, rilanciati dal coordinatore generale di UniVersoMe Emanuele Chiara moderando il dibattito, e di molto altro si è discusso, durante la diretta sui canali social di Uvm e della Gazzetta del Sud, con l'ospite d'onore: Giulio Francese, presidente dell’Ordine dei Giornalisti di Sicilia, attivamente impegnato - nel ricordo del padre Mario - nella promozione della legalità attraverso un giornalismo di qualità e il dialogo con i giovani. Dopo il saluto del rettore Unime Salvatore Cuzzocrea, Francese è stato accolto dal presidente della Società Editrice Sud Lino Morgante in collegamento dalla redazione di Gazzetta del Sud assieme al direttore responsabile Alessandro Notarstefano e alla giornalista responsabile di Noi Magazine Natalia La Rosa. Una scelta virtuosa quella dell’azienda editoriale che da quasi 30 anni ha scelto di intraprendere un percorso culturale condiviso regalando uno spazio prezioso alle giovani generazioni, come ha dichiarato Morgante sottolineando che “il quotidiano cartaceo continua ad essere avamposto di un’informazione di qualità, la quale necessita di risorse da investire nella cura delle professionalità oltre che nella tecnologia”. In tal senso, la sinergia con l’Ateneo messinese attraverso la testata UniversoMe presente  nell’inserto Noi Magazine “sta contribuendo alla crescita personale e professionale dei giovani sui quali - ha dichiarato il prof. Cuzzocrea - vogliamo continuare ad investire".  Per loro fare giornalismo d’inchiesta è “un atto di tenacia che deve spingere alla ricerca della verità con coraggio e determinazione, seguendo le orme dei grandi che li hanno preceduti e superando il timore di non esserne all'altezza”, come ha osservato la studentessa Valeria Bonaccorso in una delle tante domande rivolte a Francese. Il quale ha tra l'altro ribadito che il giornalismo di qualità va sostenuto, anche con l'acquisto del giornale. "E proprio i giornali - ha ribadito - hanno fatto da argine alla disinformazione dilagante sul web, smontando le bufale che circolano. E fanno enormi sforzi per mantenere una qualità elevata".

Il rapporto tra giornalismo e verità, radicalmente mutato e declinato su più piani ma sempre imprescindibile, la tutela della privacy, il ruolo e l'attendibilità del giornalismo free lance, tra i tanti temi affrontati dal direttore Notarstefano, che ha anche accennato con rammarico alla disaffezione che rischia di rendere economicamente difficile la sopravvivenza di un'editoria "pura" e quindi di un'informazione davvero attendibile e libera, in cui "la parola resti parola e le chiacchiere restino chiacchiere". Puntuale e sintetica la disamina storica delle inchieste condotte da Mario Francese sull’evoluzione delle organizzazioni mafiose tra la fine degli anni 60 e i primi anni 70, attraverso una ricostruzione analitica dei fatti e del rapporto con la politica e le istituzioni, tracciata dal prof. Giovanni Moschella prorettore vicario e presidente del Centro Studi sulle Mafie. All’avvocato Vincenzo Ciraolo, segretario dell’Organismo congressuale forense, il compito di approfondire - dal punto visuale dell'avvocatura - le caratteristiche  del sistema d’informazione nel giornalismo d'inchiesta rispetto al procedimento giudiziario, in un delicato equilibrio  che impone un continuo richiamo alla rispettiva deontologia. Ciraolo ha voluto ricordare un’altra vittima di mafia, l’avvocato messinese Nino D’Uva. Tanti gli spunti di riflessione generati dalle domande formulate dagli studenti dei vari dipartimenti intervenuti al webinar, dalla garanzia del diritto d’informazione/dovere di informare, alla tutela dei giornalisti, alle difficoltà di accesso alla professione. Martina Galletta e Cristina Geraci, responsabili unit Creativa e Attualità di UniversoMe, hanno parlato della testata multiforme dell’Ateneo, nata nel 2015, che conta oggi oltre 100 redattori e 9 rubriche tematiche e costituisce una realtà esemplare, per l'opportunità data dall'Ateneo messinese ai suoi studenti di acquisire competenze e formarsi nell'attenzione all'attualità e alla comunicazione responsabile.

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