Mercoledì, 20 Novembre 2019
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Crediti bloccati, strategia comune banche-magistratura per il rilancio dell'economia: congresso a Taormina

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Operatori del diritto e del sistema bancario insieme per risolvere l’emergenza del “cash in court”, il fiume di denaro immobilizzato nelle aule di giustizia in procedure esecutive infinite, con effetti socioeconomici devastanti per l’Italia: crediti deteriorati per 196 miliardi di euro, 1120 giorni in media per provare a ottenerne il recupero rispetto ai 395 della Francia, con un’alea che scoraggia l’iniziativa imprenditoriale a tal punto da determinare una perdita di due punti sul Pil.

Gli allarmi di un sistema in crisi strutturale – che vede impigliate nelle reti dell’insolvenza tutte le fasce sociali, dalle grandi imprese alle famiglie in difficoltà col mutuo a fine mese - e le soluzioni, che passano da strategie condivise fra gli operatori del sistema nelle sue varie fasi, sono state al centro della decima edizione del meeting su diritto fallimentare e delle esecuzioni, tenutosi a Taormina. Il tema centrale, “Cash in Court – Il ruolo della magistratura e delle banche nel rilancio dell’economia”, declinato nei quasi cinquanta interventi da esperti della tematica sotto il profilo giuridico, finanziario e accademico con la direzione scientifica del consigliere della III Sezione della Corte di Cassazione Cosimo D‘Arrigo, ha fornito lo spunto per approfondire tutte le varie fasi che portano alla produzione di esposizioni debitorie, per comprenderne le cause e fronteggiarne gli effetti attraverso principi che siano comuni, soprattutto sotto il profilo normativo.

E sotto questo aspetto, di particolare rilievo è stato il riferimento alla “giurisprudenza circolare”, formulato dal presidente della Terza Sezione della Corte di Cassazione, Angelo Spirito, che ha così delineato l’indirizzo operativo da un anno attuato dalla sezione che si occupa delle procedure in materia esecutiva. Procedure comunque nel complesso del nostro sistema troppo lunghe rispetto gli altri paesi dell’Ue, determinando un gap tutto italiano, come ha evidenziato Ciro Vacca, capo del servizio Supervisione 1 della Banca d’Italia, e producendo una frequente necessità di protezione sovranazionale. E a delineare l’evoluzione dottrinaria del concetto di bene, proprietà e tutela patrimoniale nella giurisprudenza europea è stato Raffaele Sabato, consigliere di Cassazione appena nominato quale nuovo rappresentante italiano nel collegio dei 47 giudici designati dagli stati membri nella Corte europea dei diritti dell’uomo di Strasburgo, dove s’insedierà il prossimo 6 maggio. L’auspicio ad un dialogo costante tra istituzioni e la garanzia di attenzione alle trasformazioni socioeconomiche sono state invece al centro dell’intervento di Pasquale Grasso, nuovo presidente dell’Associazione nazionale magistrati alla sua prima uscita ufficiale, che ha sottolineato la costante consapevolezza del ruolo svolto dalla magistratura sulle dinamiche del sistema Paese.

Nel corso degli articolati lavori del meeting, tenutosi all’hotel Capotaormina con il supporto di Genius Analytics e Astalegale.net, un’approfondita disamina è stata dedicata alle modalità con le quali i crediti deteriorati (NPL: Non Performing Loans) possono essere ceduti, e dunque essere mantenuti sul mercato senza perdere valore, ma anche alle garanzie immobiliari, alle norme di allerta introdotte nel marzo scorso con il nuovo codice Rordorf della crisi d’impresa (che rischia però di dover essere modificato quando, nel 2020, entrerà in vigore nella sua completezza, come paventato dal prof. Fabrizio Guerrera dell’Ateneo di Messina) e agli strumenti di risoluzione della crisi, finalizzati ad evitare l’espulsione del debitore – sia esso imprenditore o piccolo consumatore - dal sistema economico, nell’ambito di un dibattito moderato dal presidente della Corte d’Appello di Roma Luciano Panzani, uno dei maggiori esperti italiani in materia.

Tra gli interventi, quelli della presidente di sezione della Corte di Cassazione Roberta Vivaldi, dei consiglieri di sezione Franco De Stefano, Fabrizio Di Marzio, Raffaele Rossi, Salvatore Saija, Giovanni Fanticini, Salvatore Leuzzi, dei presidenti delle Corti d’Appello di Messina Michele Galluccio e Catania Giuseppe Meliadò, dei magistrati Paolo De Marchi (presidente del tribunale di Cuneo), Giuseppe Minutoli, Bianca Ferramosca e Alfonso Pappalardo, Laura De Simone (presidenti di sezione nei tribunali di Messina, Roma, Brindisi e Bergamo), Rinaldo D’Alonzo, Tiziana Drago, Linda Mercurio, Alberto Crivelli, Fabrizio Minutoli, Sabrina Passafiume, Valerio Colandrea, Lucia De Bernardin, Giuseppe Limitone, degli avvocati Fabrizio Gemelli (vicepresidente dell’Ordine messinese) e Giovanni Giacoppo, dei presidenti degli ordini dei commercialisti di Messina Enrico Spicuzza e Palermo Fabizio Escheri, della presidente del collegio notarile di Messina Maria Flora Puglisi, dei docenti universitari Stefano Ambrosini, Bruno Inzitari e Walter Distaso, degli esponenti del mondo finanziario Stefano Marchetti (Intrum), Claudio Carlo Vernuccio (doBank), Alessandro Gatto (Jp Morgan), Claudio Manetti (Fire), Bruno De Gasperis (Genius Analytics), Lorenzo Bocchi (Prometeia), Francesco Marotta (Ey), Guido Lombardo (Credito Fondiario) , Lucia Savarese (Mps) .

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