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Prevenzione oncologica, un incontro a Taormina e uno spettacolo con la De Cola e la regia di Cicciò

Il 7 settembre, alle 21 30, debutterà a Taormina Arte, nella Sala B del Palazzo dei Congressi, lo spettacolo “I miei occhi cambieranno”, tratto da “Certo che mi arrabbio”, testo della compianta attrice e scrittrice messinese Celeste Brancato scomparsa nel 2009 per un male incurabile.

Lo spettacolo, con la regia di Giampiero Cicciò e interpretato da Federica De Cola (le scene e i costumi sono di Francesca Cannavò, il disegno luci di Renzo Di Chio), sarà preceduto, alle 19, da un incontro alla Casa del Cinema di Taormina dal titolo “Questioni aperte nella prevenzione oncologica” i cui relatori sono importanti medici dell’Ospedale di Taormina. Interverranno: Mario D’Agostino, Dirigente chirurgia oncologica, Fabio D’Amore, Direttore unità di gastroenterologia, Vincenzo Panebianco, Direttore Dipartimento oncologico, Elisabetta Privitera, Dirigente Psico-Oncologia, Rosalba Rossello, Dirigente oncologia medica.

Dopo il fortunato debutto nel 2012, “I miei occhi cambieranno” spesso è stato messo in scena in occasioni insolite: nel Principato di Monaco voluto dalla principessa Carolina (il ricavato è andato interamente all’Ospedale Principessa Grace); voluto dall'Airc, la fondazione per la ricerca sul cancro, per una raccolta fondi in Sicilia organizzata da Olga Franza; a Roma, al Teatro Brancaccino, con l’egida della Komen Italia, presieduta dal professor Riccardo Masetti (Primario di Senologia al Gemelli di Roma) che organizza la maratona "Race for the cure" al Circo massimo. Poi al Metastasio di Prato, al “Festival Autogestito” del teatro Quirino/Vittorio Gassman di Roma, al Vittorio Emanuele di Messina.

"Mettere in scena un testo di Celeste significa, innanzitutto, lasciarmi guidare dalle sue parole - ci dice Giampiero Cicciò -. Ho condiviso con lei vent’anni di vita e di lavoro, innumerevoli spettacoli, lo stesso pianerottolo, la Bottega teatrale di Gassman, le stesse utopie… In "Certo che mi arrabbio", testo nel quale racconta la lotta contro il suo male, Celeste sorprende per un’impronta di travolgente ironia, per la sua impetuosità e, insieme, per la delicatezza; e affascina per la sagace abilità narrativa con cui, nitidamente, rivive certi episodi del suo passato animati da una scrittura graffiante e malinconica”.

La protagonista Federica De Cola, messinese, nota attrice di teatro e tv, così è stata recensita da Michela di Michele sulla rivista “Persinsala Teatro”: “…la De Cola trasmette la passione dell’immedesimazione nella parte, una passione quasi dolorosa, come vuole l’etimologia del termine. Gli scatti d’ira si alternano ai momenti di pacata riflessione con assoluta credibilità, i passaggi sono naturali e sinuosi in modo tale che niente risulti artefatto. L’interpretazione risulta così concentrata, che a volte sembra recitare per sé sola, indifferente al pubblico e a qualsiasi tipo di realtà esterna”.

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