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Samuele Bersani a Messina. La sua musica incanta l'Arena Villa Dante

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Ripristinare un contatto umano che è mancato per troppo tempo, l’obiettivo principale di “Tour Estemporaneo”, concerto di Samuele Bersani, approdato ieri sera all’Arena Villa Dante, nel cartellone di “Messina Restarts”.

Non una tournée vera e propria, ma una serie di appuntamenti per dare un tangibile segnale di ripresa, e anticipare il tour di “Cinema Samuele”, ultimo lavoro dell’artista riminese, premiato a luglio con la Targa Tenco al miglior album. Significativa la scelta del brano di apertura, prima traccia del disco, “Pixel”, sulla tematica della ludopatia, per passare dopo ai successi di ieri e a quelli più recenti che hanno consacrato Bersani tra i capofila della canzone d’autore italiana dei giorni nostri.

Grande narratore della contemporaneità, si è sempre distinto per lo stile “diretto” ma poetico, tanto nei brani ironici quanto nelle pagine intimiste e di impegno civile. Dall’ultimo lavoro, come assaggio del tour invernale, i singoli “Harakiri” e “Mezza bugia”, incentrati rispettivamente sui temi della disperazione umana e delle difficoltà di comunicazione tra partner. Dal passato recente “Psyco”, dall’omonima raccolta del 2012, e “En e Xanax” (2013), andando a ritroso fra i suoi brani più celebri: l’ironia di “Freak” (1994), la rabbia e l’amarezza di “Spaccacuore” (1995) e, dall’album “Samuele Bersani” del 1997, “Coccodrilli” e “Giudizi universali”, uno dei suoi pezzi più conosciuti e amati di sempre.
In scaletta anche i successi del 2000 “Replay” (Festival di Sanremo) e “Il pescatore di asterischi”, la cover di Pacifico “Le mie parole” (2002), “Cattiva” (2003), “Ferragosto” (2009) e, dal disco “L’aldiquà” del 2006, “Lo scrutatore non votante” e “Occhiali rotti”, dedicato alla vicenda di Enzo Baldoni, il giornalista umbro assassinato in Iraq nel 2004. Il pezzo valse a Bersani il premio Amnesty Italia 2011, assegnato da Amnesty International al miglior brano sui diritti umani.
A Lucio Dalla, suo scopritore e produttore per cinque dischi, col quale scrisse “Spaccacuore” e “Canzone”, l’artista ha dedicato una cover di “Tu non mi basti mai”, brano del cantautore bolognese dall’album “Canzoni” del ’96.
Chiusura in bellezza con i primi successi del 1992 “Il mostro” e “Chicco e Spillo”. Tra un brano e l’altro Bersani ha dialogato col pubblico con verve e ironia, accompagnato dall’ottima band formata da Tony Pujia e Silvio Masanotti alle chitarre, Stefano Cenci (tastiere), Davide Beatino (basso) e Marco Rovinelli (batteria).

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