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"Eroe del nostro tempo", a Messina una mostra dedicata a Carlo Alberto Dalla Chiesa

Un uomo con la U maiuscola, un esempio soprattutto per le giovani generazioni. Inaugurata stamani dal comandante interregionale carabinieri “Culqualber” Luigi Robusto, la mostra dedicata al generale Carlo Alberto Dalla Chiesa, “Medaglia D’Oro al Valor Civile e Medaglia D’Argento al Valor Militare” - “Eroe del nostro Tempo”.

Madrina dell’evento il prefetto di Messina Maria Carmela Librizzi, suggellando così il legame tra Dalla Chiesa e le Istituzioni in cui ha sempre creduto e che ha rappresentato con onore e fedeltà. Al taglio del nastro presente anche il sottosegretario Alessio Villarosa.

“Il generale è stato una figura straordinaria, se tanti studenti lo ricordano nei temi vuol dire che qualcosa ha lasciato. Lo ricordo con grande piacere e onore, in quanto mio maestro e mio comandante”, ha detto il generale Robusto.

“Non potevamo coronare meglio questa Giornata - ha aggiunto il prefetto Librizzi -. E’ un onore per me essere madrina dell’evento, anche perché mi fregio del suo stesso titolo, impegnata come lui in una battaglia quotidiana” con lo scopo di “coinvolgere i ragazzi e le scuole. Dobbiamo portare avanti questi valori e questi ideali”.

Il sottosegretario Villarosa ha sottolineato che Dalla Chiesa dev’essere per tutti un modello da seguire.

Successivamente, autorità religiose, civili e militari hanno visitato l’esposizione, composta da pannelli illustrativi ricchi di fotografie e immagini dell’epoca, relativi ai momenti salienti della vita professionale vissuti da Dalla Chiesa durante la lunga milizia nell’Arma dei carabinieri, ma anche nel breve periodo in cui è stato prefetto di Palermo. In mostra anche momenti di vita privata e familiare, tra cui l’immagine che lo raffigura in alta uniforme da ufficiale dei carabinieri con in braccio la nipotina Giulia.

Ad arricchire il percorso, uniformi, cimeli e documenti dell’epoca, oltre a una riproduzione dell’uniforme indossata da Carlo Alberto Dalla Chiesa durante il periodo in cui ha ricoperto l’incarico di vicedomandante generale dell’Arma (10.12.1981 – 05.05.1982). Spazio pure a documenti originali a sua firma, che richiamano gli interventi di etica morale e professionale durante i periodi di comando nell’Arma, nonché atti di Polizia giudiziaria sull’agguato che portò al suo assassinio e a quello della propria consorte, il 3 settembre 1982, in via Isidoro Carini, a Palermo.

Di grande valore storico un rapporto giudiziario relativo alle indagini che furono effettuate successivamente al suo assassinio e il conseguente mandato di cattura dei responsabili dell’agguato firmato dal giudice Giovanni Falcone.

La mostra sarà aperta al pubblico fino al 22 novembre, nei saloni di rappresentanza del Comando Culqualber, dal lunedì al venerdì, dalle 9 alle 13 e dalle 15 alle 17.30; il sabato, dalle 9 alle 12.

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