Sabato, 07 Dicembre 2019
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Il progetto Diderot incorona le giovani menti dello Stretto, primi classificati due reggini

Si sono sfidati utilizzando una piattaforma digitale a colpi di quesiti matematici per 10 settimane. Hanno risolto i problemi che gli sono stati sottoposti mostrando abilità da “Archimede Pitagorico”. E alla fine, 24 di loro hanno vinto una borsa di studio per iscriversi all’Università, a Messina o in Calabria, e un buono acquisto per prodotti elettronici.

Al Palacultura di Messina, grazie al progetto Diderot e alle Fondazioni Bonino Pulejo e Crt di Torino, si progettano piccoli “geni”.

Ieri mattina, i migliori talenti delle scuole superiori di Reggio Calabria e Messina, sono saliti sul palco: in 163 si sono iscritti al Digital Math Training e in 70 sono arrivati alla fase finale, sfidando, in un test finale al liceo Bisazza, gli studenti di Valle d’Aosta, Piemonte e Veneto. Ieri, a tutti i finalisti, l’attestato di partecipazione in una cerimonia ufficiale. Per capire il livello degli studenti che hanno partecipato al Digital Math Training, inserito nel più ampio progetto Diderot, basti pensare che due dei vincitori, Samuele Fortuna dell’istituto Leonardo da Vinci di Reggio Calabria e Giuseppe Maria Oppedisano del liceo Archimede di Messina, arrivati quest’anno al primo e al secondo posto tra gli studenti del quarto anno, arrivarono primo e secondo già nell’edizione del 2018 tra gli iscritti del terzo anno. Cioè hanno vinto per due anni di seguito.

Tra i vincitori anche Stefano Palamara e Jacopo Rotta del liceo Leonardo da Vinci di Reggio Calabria che si sono classificati rispettivamente primo e secondo fra gli studenti del terzo anno. Il terzo posto, in entrambe le categorie, è stato occupato dal Verona Trento con Emanuele Ribecco e Elisa Mangano. Delle 24 borse di studio consegnate oggi, 16 sono state finanziate dalla Fondazione Bonino Pulejo e 8 dall’Università di Messina.

All’inizio della cerimonia, condotta dal caposervizio della Gazzetta del sud Daniela Cacciola e dal giornalista di Rtp Domenico Bertè, un breve saluto dal prefetto Maria Carmela Librizzi che, nell’evidenziare l’importanza di questa iniziativa, ha parlato del futuro dei giovani:

«Preferirei che dal sud- ha detto il rappresentante del governo- si partisse per scelta e non per bisogno»”. Sul palco si è sviluppato un breve dibattito fra il presidente della Fondazione Bonino Pulejo Lino Morgante, la dottoressa Carmela Palumbo, capo dipartimento per il sistema educativo di istruzione e formazione del Miur, la dottoressa Daniela Tornielli della Fondazione Crt e la professoressa Marina Marchisio dell’Università di Torino.

«Dobbiamo lavorare molto sulla formazione dei giovani anche in modo innovativo- ha detto Carmela Palumbo- progetti come questo che hanno al centro la matematica e la logica sono fondamentali perché aiutano a sviluppare capacità di problem solving importanti in qualunque settore».

A illustrare i progetti della fondazione Crt Daniela Tornielli responsabile e ideatrice della linea Diderot: «Dalla sua nascita il progetto Diderot ha visto un impegno di 20 milioni di euro. Solo per quest’anno abbiamo impegnato 1 milione e 400 mila euro per 16 progetti didattici che partono dalla scuola primaria e arrivano sino all’ultimo anno della scuola secondaria».

Marina Marchisio ha chiarito: «Dobbiamo formare la classe dirigente del domani. Viviamo in un’era digitale. Occorre che gli studenti si confrontino in un ambiente virtuale applicando i concetti matematici che hanno imparato».

Il presidente Morgante ha sottolineato l’importanza e l’impegno delle fondazioni sulla formazione dei giovani. La Bonino Pulejo dalla sua nascita ha assegnato oltre mille borse di studio e, grazie anche agli introiti derivati dai quotidiani Gazzetta del Sud e Giornale di Sicilia editi dal gruppo SES di cui è azionista di maggioranza, ogni anno continua a reinvestire a favore del nostro territorio.

Anche il prorettore vicario Giovanni Moschella ha avuto parole di incoraggiamento per i premiati e per le capacità dimostrate, confermando pure per il prossimo anno la concessione di borse di studio da parte dell’Università di Messina.

Momento clou della cerimonia, la partecipazione di Federica De Cola, giovane attrice messinese, che ha scherzato sui suoi ricordi scolastici e ha poi regalato una splendida interpretazione con il monologo da “Proibito” di Tennessee Williams.

Altri due ospiti sono stati protagonisti di un divertente “fuori programma”: chiamati sul palco a spiegare i segreti della piattaforma di calcolo, i due ricercatori dell’università di Torino Cecilia Fissore e Francesco Floris hanno ricevuto un regalo di matrimonio dalla prof. Anna Maria Gammeri, dirigente del Bisazza. Proprio tre anni fa a Messina, arrivati in questo liceo per preparare i ragazzi, hanno cominciato a frequentarsi per poi sposarsi due mesi fa.

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