Martedì, 31 Gennaio 2023
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La "Madonna con bambino" in mostra a Messina. Finocchiaro: "Non ho intenzione di venderlo"

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Un brivido di gioia è corso lungo la schiena dei tantissimi messinesi che hanno preso parte alla presentazione, al Monte di Pietà, del dipinto "Madonna con Bambino e San Giovannino" di Girolamo Alibrandi, quando un commosso Rocco Finocchiaro e la madre, Maria Grazia, hanno tirato giù il drappo rosso che celava la bellissima opera del grande artista peloritano. Sono stati attimi di grande emozione, a conclusione di un periodo convulso e frenetico che ha visto la nostra città appassionarsi come mai prima di adesso alla vicenda dell’opera battuta all’asta il 25 novembre scorso a Parigi dalla casa d’aste Artcurial e acquistata dall’ormai famosissimo imprenditore messinese.
La serata è cominciata molto prima dell’orario previsto. Già alle 18 molti dei posti a sedere erano occupati non solo dagli invitati, ma da tanti cittadini curiosi e impazienti di assistere a un momento così importante per l’intera comunità. Il ritorno di quest’opera a Messina, infatti, è stato salutato come un avvenimento importante e di buon auspicio per la città. Lo hanno sottolineato in tanti, a cominciare dal sindaco Federico Basile.

Tante presenze: tra gli interventi tecnici quello di Giampaolo Chillè, per l’Università di Messina, che ha tratteggiato la figura e l’importanza di Girolamo Alibrandi, artista, tra i più importanti e significativi del Cinquecento. Lo studioso, così come Stefania Lanuzza e Melardi, ritiene la Madonna con Bambino e San Giovannino di mano dell’Alibrandi, concordando in tutto con gli storici dell’arte Giovanni Previtali (il primo ad attribuirlo nel 1988 all’artista messinese, invece che a Cesare da Sesto, come aveva fatto Mina Gregori), Teresa Pugliatti e Franca Campagna Cicala.
Chillè ha poi indicato a quali pittori e a quali ambiti artistici il nostro autore può essere ricondotto. A cominciare da Cesare da Sesto, ma anche a Leonardo, Raffaello e agli ambienti artistici milanese e veneziano.
Prima di togliere il drappo, Rocco Finocchiaro, a chiusura dell’evento, ha detto che acquistando il quadro non ha fatto altro che alimentare il sogno che lo ha guidato in questi anni, quello di tornare a Messina e fare qualcosa di importante per essa non solo sul piano economico. “L’opera per adesso la tengo per me – ha concluso l’imprenditore tra gli applausi del numeroso pubblico - ma confesso che quando ho visitato il Museo e ho visto gli altri quadri di Alibrandi, mi sono commosso e ho capito che il Museo potrebbe essere la sua naturale destinazione futura”.

Sull'edizione cartacea di Gazzetta del Sud - Messina l'intero articolo

 

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