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Messina, trasferita a Cristo Re la statua di mons. Angelo Paino

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Rendere omaggio all’arcivescovo mons. Angelo Paino, pastore dalla grande lungimiranza e “stoffa profetica”, è un sogno che affonda radici lontane, un desiderio che ha preso forma e che con molta probabilità si concretizzerà ufficialmente il prossimo 12 agosto, data in cui nel 1934 Pio XI illuminava da Castelgandolfo la stele della Madonnina del porto voluta da Paino, attraverso un sistema radio messo a punto da Guglielmo Marconi.

L’ufficialità non c’è ancora ma, giorno più, giorno meno, questo sarà il periodo in cui verrà inaugurata la statua raffigurante mons. Paino ricollocata nella zona antistante il Sacrario di Cristo Re e in precedenza posta all’interno della Città del Ragazzo. L’importante iniziativa è del Coordinamento cittadino “S. E. mons. Angelo Paino”, con in testa il prof. Piero Chillè, coordinatore tecnico che ha portato avanti un progetto per la realizzazione di un monumento per consacrare la memoria di mons. Paino (Santa Marina Salina 21 giugno 1870, Messina 29 luglio 1967), artefice della ricostruzione materiale e spirituale della città di Messina, a seguito dei danni provocati dal sisma del 1908 e dai successivi eventi bellici.

Il Coordinamento, per designazione dell’arcivescovo mons. Giovanni Accolla, è presieduto da mons. Vincenzo D’Arrigo e ne fanno parte mons. Angelo Oteri che cura i rapporti con il clero (varie parrocchie e singoli sacerdoti che hanno contribuito alla raccolta fondi per la realizzazione del monumento); Piero Chillè; il progettista e direttore dei lavori, ing. e arch. Livio Lucà Trombetta; Leo Parisi, responsabile economico; Pippo Previti, Nicolino Passalacqua, Luciano Ordile, Caterina Oteri, Josè Gambino, Marco Grassi, Francesca Mangano, Pippo Chillè, Armando Mellini e rappresentanti della realtà laica della diocesi. Sempre molto vicino all’iniziativa, ancor prima di ricoprire questo incarico anche il vescovo ausiliare, mons. Cesare Di Pietro.

La richiesta per il trasferimento della statua che raffigura mons. Paino, realizzata dallo scultore Antonio Bonfiglio e fortemente voluta dal fondatore della Città del Ragazzo, padre Nino Trovato, è stata inoltrata il 2 luglio 2020 al giudice Giuseppe Minutoli del Tribunale di Messina. Dopo aver ottenuto il 29 agosto 2020 il permesso dall’autorità giudiziaria competente di eseguire lo spostamento della statua, donata dalla Fondazione Città del Ragazzo, i lavori, commissionati dal Comune di Messina su richiesta del Comitato Promotore, sono iniziati in autunno e, sotto l’alta sorveglianza della Soprintendenza, realizzati dal progettista ing. e arch. Livio Lucà Trombetta e dalla ditta Cogedis Srl del geom. Salvatore Di Mauro.

"L’intervento non è stato invasivo – ha spiegato Lucà Trombetta – infatti i pali per l’illuminazione e le panchine hanno mantenuto il loro originario posizionamento ma è stata realizzata un’aiuola più grande che ha inglobato le due aiuole preesistenti consentendo la realizzazione del basamento su cui è stata posata la statua. Il basamento è stato realizzato mediante diversi blocchi in pietra lavica grezza di diverse dimensioni e altezze. Sul blocco più alto, di circa 1,60 metri, è stata posizionata la statua di mons. Paino avente un’altezza di circa 1,90 metri. Su un lato dei blocchi, reso liscio, sono stati realizzati dei bassorilievi raffiguranti gli skyline di alcune delle innumerevoli chiese fatte ricostruire dall’arcivescovo Paino. Il bassorilievo centrale, e più alto, raffigura la stele della Madonnina e uno scorcio della facciata del Duomo. Alla base del monumento, come disposto dal Tribunale di Messina, una frase in memoria di padre Trovato e dello scultore. La scelta della pietra lavica – ha aggiunto – fa riferimento al luogo di nascita di mons. Paino, l’isola di Lipari, e quindi alla dimensione vulcanica del territorio natio, mentre la scelta del luogo deriva dal fatto che mons. Paino negli ultimi anni della sua vita amava farsi accompagnare nei pressi di Cristo Re proprio per pregare la Madonnina del porto e affidare la chiesa di Messina alla Vergine Maria".

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