Venerdì, 19 Agosto 2022
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Motrice si schianta in galleria sulla Messina-Catania: A18 riaperta

Ancora un incidente sulla A18 Messina-Catania. La motrice di un tir, per cause in corso di accertamento, è finita contro la parete di una galleria all'altezza dell'abitato di Briga, nelle vicinanze di un tratto in cui vige il doppio senso di marcia, paralizzando il transito veicolare in entrambe le direzioni.

Sul posto è intervenuta la sottosezione Boccetta A20 della polizia stradale. E' stato, inoltre, chiesto l'ausilio della polizia municipale che ha dirottato le macchine che viaggiano in direzione Catania verso l'uscita di Tremestieri per farle rientrare in autostrada dal casello di Roccalumera.

Lunghe code anche sulla strada statale, fin da Giampilieri, con le auto dirette verso il centro jonico. Circa 3 km di coda in direzione Messina in via di smaltimento: la situazione è pian piano tornata alla normalità e il Cas ha confermato la riaperta in entrambi i sensi di marcia. 

Diversi i  commenti e le lamentele (anche sotto la notizia che abbiamo pubblicato sui social)  di chi è rimasto bloccato o non era stato avvisato prima di immettersi sull'autostrada già nel caos da ore: "Nessuna assistenza con 40 gradi e paura. Vergognoso", sono le parole di un lettore e altri dello stesso tenore.

"Sotto il sole dalle 15. Una coda interminabile, nessuna assistenza, vergogna". E ancora: "Vergogna! In coda, asfissiati dentro la galleria. Si può morire e nessuno che venga a darci assistenza e informazioni. Code interminabili sotto il sole. Ma come si può nel 2022?? Fermi dalle 15 e ancora adesso non si muove niente".

"Questa autostrada - scrive un'altra nostra lettrice su Fb - è diventata un inferno, non è pensabile viaggiare così, grazie a chi dovrebbe tutelarci. Speriamo che nessuno si faccia mai male o lasci la propria pelle. Vergogna assoluta".

"Io sono ancora incolonnata - racconta Patrizia - e il traffico non è per niente scorrevole. Per di più sotto il sole e in macchina con me ho anche una persona anziana. Spero di arrivare al più presto a casa. La parola vergogna e troppo elegante qui si è lasciati a morire con il caldo che c'è".

 

 

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