Martedì, 31 Gennaio 2023
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Messina, proteste e disagi alla Cittadella Universitaria: serve una vera... ripartenza

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È stata per anni fiore all’occhiello dell’impiantistica messinese con numeri straordinari. Anche il presidente del Coni, Giovanni Malagò, ne era rimasto impressionato durante la sua visita a Messina nel 2017. La Cittadella universitaria dell’Annunziata ha rappresentato negli ultimi 10 anni una bellissima realtà sportiva e non solo. Efficienza e impianti a disposizione della città, compreso il centro medico.
Un percorso virtuoso iniziato da Ninni Artemisia – dopo decenni di immobilismo – quindi “UnimeSport” affidato a Carmelo Trommino e completato con il passaggio al nuovo Cus Unime con la presidenza di Nino Micali. Sotto i rettorati Tomasello e Navarra.
A metà 2020 il cambio di rotta e la “frattura” tra l’attuale rettore Salvatore Cuzzocrea e la precedente governance (l’Ateneo ha contestato i bilanci), con tanto di carte finite in tribunale – in sede civile, penale e amministrativa – e la scelta di affidare la gestione della Cittadella alla Ssd Unime, alla cui guida è stata chiamata l’olimpionica Silvia Bosurgi. A complicare la situazione il covid con il passaggio di consegne avvenuto proprio nel mezzo dei due anni di pandemia. Un periodo complicato durante i quali gli standard di efficienza della Cittadella si sono abbassati, così come sono calati anche i numeri degli iscritti. E con strutture chiuse come il centro medico e la piscina scoperta, rimasta vuota per oltre 10 mesi (dovrebbe riaprire la prossima settimana, ma l’inaugurazione è stata già rinviata altre volte).

Bosurgi: "Con il Covid non è stato facile"

È tempo di ripartenza e i segnali adesso devono essere concreti. «Non è stato facile – commenta la Bosurgi – mi sono insediata in piena pandemia e la situazione era complicata. Al di là del covid che ha inevitabilmente rallentato e complicato tutto c’è da evidenziare anche come la natura giuridica della Ssd è diversa da quella del Cus Unime e questo comporta dei tempi ovviamente più lunghi per gli interventi. Ma l’Università, col rettore Cuzzocrea, è stata sempre al mio fianco e si è presa carico di lavori costati migliaia di euro per migliorare gli impianti, visto che alcune strutture erano al limite e in precedenza non si era intervenuto. È vero che la piscina scoperta è rimasta chiusa per oltre dieci mesi e mi dispiace per l’utenza e per la nostra squadra costretta a giocare altrove con costi aggiuntivi, ma era necessario affrontare degli interventi: mi riferisco al nuovo impianto caldaie, alle piastrelle, ai nuovi blocchi».

Le pesante lettera dei dipendenti: "Carenze e disagi per l'utenza"

Nei mesi scorsi, esattamente a febbraio, anche una dura lettera-appello dei collaboratori del gruppo piscine, inviata al rettore e proprio alla Bosurgi, in cui si evidenziavano diversi problemi e le continue proteste dell’utenza. «Abbiamo riscontrato numerose criticità che non ci consentono di garantire un servizio ottimale alla nostra utenza - si leggeva nell’incipit della lettera - In primo luogo, la mancata attivazione dell’impianto di riscaldamento presso la piscina per tutto il periodo invernale. Lo stesso, infatti, è stato attivato solo il 25 febbraio. Questo, per la peculiarità dell’ambiente, ha recato importanti disagi a noi collaboratori e all’utenza tutta. Questa grave assenza, sommata ad altre gravi carenze come la temperatura e la limpidezza dell’acqua, non sempre ottimale, il fondale spesso sporco, il prolungato malfunzionamento delle docce, la frequente scarsità di acqua calda, la pulizia decisamente carente e non all'altezza dei nostri standard, hanno suscitato un crescente malcontento che l’utenza manifesta con tutti noi collaboratori, creando un clima sfavorevole per la riuscita ottimale del nostro lavoro. Tutti questi disagi e criticità stanno comportando, inoltre, una evidente riduzione nel numero di iscrizioni. Cogliamo l’occasione - la chiosa finale - per rimarcare lo stato di profonda apprensione e insoddisfazione in cui ci troviamo, dovuto al ritardo cronico dei pagamenti dei compensi mensili. Questione che crea non poche preoccupazioni in tutti noi poiché questo lavoro rappresenta la fonte primaria di sostentamento per noi e per le nostre famiglie». Lamentele proseguite anche nelle ultime settimane.

«Ci sono state delle problematiche – conferma la Bosurgi, troppo spesso lasciata da sola a gestire una situazione complessa – ma questa lettera risale a febbraio. Adesso la situazione è sensibilmente migliorata. Abbiamo avuto un confronto con i collaboratori. Ma le attività in questi mesi – ribadisce – sono andate avanti regolarmente e la situazione è in miglioramento. E, come detto, la prossima settimana la riapertura della piscina scoperta ci aiuterà notevolmente».

Gli iscritti: più studenti, meno utenti esterni

Dagli oltre 7.500 utenti del periodo pre-pandemia (con quasi 6mila esterni) agli attuali 5.500 (di cui 2.500 esterni). Numeri che segnano anche un’inversione di rotta: più studenti ma meno esterni. «È vero che gli studenti non pagano – chiosa la Bosurgi – ma noi all’interno dei nostri impianti, proprio per salvaguardare la nostra utenza esterna mettiamo un tetto alla presenza degli studenti in modo da trovare il giusto equilibrio. Siamo molto attenti su questo aspetto, anche se l’indirizzo politico dell’Università è stato chiaro. Si poteva fare meglio? È tutto migliorabile, ma in questi mesi abbiamo messo le basi per ripartire alla grande».
Nei giorni scorsi in Cittadella si è rivisto Carmelo Trommino, come detto già protagonista con UnimeSport e attuale dirigente allo Sport dell’Ateneo, a cui probabilmente sono stati affidati compiti di supervisione, mentre il CdA dell’Università ha appena approvato il Bilancio Unico di Esercizio 2021, che prevede «1.500.000 di euro destinati a lavori di manutenzione degli impianti sportivi, dopo averne constatato lo stato di degrado». Un’ammissione da parte dell’Ateneo e soprattutto la necessità di tornare ai livelli di efficienza del passato per ciò che concerne i servizi.

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