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Spaccio di droga a minori in provincia di Messina, 6 arresti. I NOMI

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Un mercato della droga particolarmente florido ed in piena attività sulle principali piazze di spaccio del comprensorio tirrenico nebroideo. Una rete dello stupefacente che si approvvigionava di hashish, marijuana e cocaina dai canali legati alla criminalità del barcellonese, ma anche fuori provincia nel palermitano e nel catanese, e che era in grado di piazzare la droga anche tra acquirenti adolescenti, prevalentemente studenti, persino minorenni.

A sgominare la rete sono stati i Carabinieri della Compagnia di Sant’Agata Militello che, al culmine di un’indagine avviata nel 2019 e coordinata dalla Procura della Repubblica di Patti, hanno eseguito l’ordinanza di applicazione di misure cautelare nei confronti di dieci persone. Il Gip Eugenio Aliquò ha applicato la custodia in carcere nei confronti di Biagio Salvatore Borgia, 35enne di Militello Rosmarino, già ristretto a Barcellona per un precedente provvedimento dello scorso marzo. Agli arresti domiciliari sono invece finiti Andrea Agliolo Quartalaro, 26 anni; Vincenzo Marano 45 anni entrambi di Capo d’Orlando; Tindara Ferraro, 40enne di Sant’Angelo di Brolo, Stefano Calà Palmarino, 24 enne di Castell’Umberto e Andrea Scaffidi, 34 anni di Patti.

Per altre quattro persone, T.G, 61anni, F.G. 33anni, S.G.C. 67 anni e C.A. 21anni, il Gip ha disposto l’obbligo di dimora nel comune di residenza con divieto di uscire da casa nelle ore notturne. Le contestazioni, a vario titolo, sono di detenzione e spaccio di sostanze stupefacenti, furti aggravati, detenzione di armi e tentativi di estorsione.

L’indagine, come detto, prese origine nel 2019 a seguito dell’arresto eseguito dai Carabinieri della compagnia santagatese nel dicembre 2018 di un giovane, sorpreso di fronte ad un istituto superiore di Sant’Agata Militello e trovato in possesso di undici dosi di sostanza stupefacente del tipo cannabis indica e di un’ingente somma di denaro ritenuta frutto dello spaccio proprio agli studenti di quell’istituto. Gli inquirenti, attraverso intercettazioni telefoniche, pedinamenti, osservazioni e captazioni ambientali, hanno quindi documentato una cinquantina di episodi di spaccio di droga nei confronti di giovanissimi, anche minorenni, in particolare tra Sant’Agata Militello, Patti, Capo d’Orlando, Brolo e Naso. In un paio di casi alcuni giovanissimi che non avrebbero corrisposto il prezzo pattutio per la cessione dello stupefacente sono stati malmenati, una violenza secondo gli inquirenti utilizzata di frequente per riscuotere i crediti dagli acquirenti. I militari dell’Arma hanno quindi ricostruito i movimenti periodici degli appartenenti al gruppo, tra cui anche giovanissimi, alcuni dei quali già noti alle forze dell’ordine, per il rifornimento dello stupefacente. Tra le attività riscontrate dai Carabinieri, però, c’erano anche quelle per il recupero delle somme necessarie all’acquisto della droga. Sono quindi emersi diversi furti, che vedevano vittime prevalentemente imprenditori della zona impegnati in cantieri, anche grossi come quelli per la realizzazione di opere pubbliche nel comprensorio nebroideo, cui venivano sottratti mezzi d’opera e carburanti. Furti perpetrati talvolta anche alla presenza di figli minori o anziani genitori allo scopo di eludere eventuali controlli di polizia. Rilevata, infine, la disponibilità in capo agli indagati di armi da fuoco di vario tipo, in particolare fucili, che venivano nascoste per lo più in territori di campagna e per parte delle quali sono ancora in corso le ricerche. Il fascicolo vede indagati in tutto 18 persone. Già oggi previsti i primi interrogatori di garanzia.

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