Lunedì, 27 Giugno 2022
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Falsi permessi di soggiorno a Barcellona: il ruolo del patronato Inpas di Nasari. I nomi degli arrestati

False dichiarazioni, contratti d'affitto rivelatisi fittizi, e documentazione lavorativa che attestava dal giugno 2020 ad oggi inesistenti attività lavorative di immigrati che in realtà sarebbero approdati sul territorio nazionale in epoca successiva: tutto per ottenere rapidamente permessi di soggiorno e sanare le irregolarità. Una inchiesta meticolosa coordinata dal sostituto procuratore Emanuela Scali ed affidata al Commissariato, ha fatto scattare ieri 12 misure cautelari nei confronti di altrettanti indagati, accusati di violazione del Testo unico sull'immigrazione che contiene disposizioni contro le immigrazioni clandestine che sarebbero state favorire da una organizzazione che agiva alla luce del sole.

Su ordinanza del Gip Salvatore Pugliese che ha accolto tutte le richieste di custodia cautelare del pm Scali, gli agenti del Commissariato diretto dal vicequestore Antonio Rugolo, hanno arrestato il tunisino Hedi Ben Ameur, 62 anni, da anni residente a Barcellona, gestore del patronato Inpas nel quartiere Nasari, il suo presunto complice Giuseppe Salvatore Lo Presti, 60 anni, già gestore di una impresa di pulizie; l'imprenditore agricolo Carmelo Recupero, 61 anni ritenuto amministratore di fatto della ditta “Germoglio srl” e l'amministratrice ufficiale della ditta, Giulia Calabro, 54 anni, tutti di Barcellona. Con la stessa ordinanza, disposti i domiciliari, con il divieto di comunicare con persone diverse da quelle coabitanti, ivi compresi chat, sms, internet e altro, per il vivaista Giuseppe Cicciari, 44 anni di Barcellona, titolare della ditta Vivai Cicciari; per Biagio Triscari, 58 anni, originario di Tortorici e residente a Milazzo; per l’imprenditrice Domenica Muscianisi, 57 anni di Barcellona e per Antonella Puglisi, 45 anni residente a S. Biagio di Terme Vigliatore. La misura dell'obbligo di presentazione alla polizia giudiziaria, una volta al giorno, è stata disposta per Carmelo Salamone, 37 anni di Terme Vigliatore che avrebbe assunto fittiziamente una badante per il nonno; Giuseppe De Stefano, 70 anni, ex funzionario dell'Ente unico provinciale del lavoro di Messina che avrebbe agevolato con le sue conoscenze le pratiche per regolarizzare la posizione lavorativa dei migranti irregolari; per l'agente immobiliare Andrea Alizzi, 49 anni che avrebbe affittato appartamenti vuoti e mai abitati dove i migranti eleggevano il domicilio senza mai abitarvi perché non sarebbero stati presenti in Italia, e Zhora Ghazouani, 49 anni, di origine tunisina e residente a Milazzo.

Leggi l'articolo completo sull'edizione cartacea di Gazzetta del Sud – Messina

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