Giovedì, 08 Dicembre 2022
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Messina, da Gazzi al porto storico: non una semplice strada, molto di più FOTO

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Come per l’imminente sbaraccamento di Fondo Fucile, anche nella lunga storia della “nuova” via Don Blasco ci sono alcune date che resteranno impresse. La prima: 27 gennaio 2020. Fu il giorno del primo colpo di ruspa sui decrepiti muri delle fatiscenti “Case D’Arrigo”, un agglomerato di vecchie abitazioni e baracche che da decenni chiudeva di fatto ogni possibilità di collegamento tra Gazzi-Maregrosso e via Don Blasco-Zona falcata.

Una cesura rimossa, che ha risolto il problema del degrado e dell’emergenza abitativa riguardante decine di famiglie e che, nello stesso tempo, ha consentito di andare avanti con i lavori di realizzazione della nuova arteria. Onore al merito, all’Amministrazione De Luca e al presidente dell’Agenzia per il Risanamento, Marcello Scurria, che su questo fronte ha profuso ogni impegno possibile.

E poi la seconda data: dicembre 2021. Un mese fa il Comune ha pubblicato un avviso, riguardante il “piano di dismissione per il ripristino e la bonifica ambientale del sito ex centro di rottamazione Rifotras; lo spostamento di mezzi e attrezzature, la demolizione delle strutture e il successivo smaltimento e recupero di rifiuti e veicoli”. Un passaggio di fondamentale importanza, per liberare definitivamente la nuova arteria da un altro ingombrante “tappo” costituito da quel capannone. Uno step reso possibile grazie alla pronuncia del Consiglio di giustizia amministrativa che ha riconosciuto l’interesse pubblico del programma di riqualificazione portato avanti dalla Giunta comunale, dopo il ricorso dell’azienda. Doppia vittoria, al Tar e al Cga, che ha chiuso la spinosa vicenda.

Leggi l'articolo completo sull'edizione cartacea di Gazzetta del Sud - Messina

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