Martedì, 25 Gennaio 2022
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Messina, i palazzi istituzionali cadono a pezzi

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C’è chi si sta muovendo e chi deve ancora reperire le somme. I palazzi istituzionali, e più prestigiosi, della città hanno bisogno di un’urgente operazione di “maquillage”. Dalla Prefettura a Palazzo Zanca, dal Teatro Vittorio Emanuele a Palazzo Mariani, la vecchia sede delle Poste di piazza Antonello da qualche anno passata nel patrimonio immobiliare dell’Università di Messina, per non parlare poi della Cattedrale: sono tutti edifici che necessitano di, più o meno costosi, interventi di ristrutturazione. L’Ateneo peloritano sta per far partire i lavori per rimettere in sesto Palazzo Mariani e anche l’Ente Teatro si accinge ad aprire il cantiere per mettere in sicurezza soprattutto la parte del compendio immobiliare che dà su corso Cavour, lì dove sorge la Sala Laudamo. Più complessa è la situazione che riguarda Palazzo del Governo e il Municipio, i cui prospetti presentano molte parti in forte stato di ammaloramento e di degrado strutturale.
Nell’epoca dei “superbonus” per la ristrutturazione delle abitazioni private e degli immobili condominiali, gli enti pubblici sono chiamati a reperire fondi per ridare dignità (e sicurezza) alle sedi delle istituzioni più importanti della città.
Ed è questo uno dei fronti “caldi” dell’edilizia che potrebbe tornare a essere il motore del rilancio economico del Paese, e delle aree metropolitane, ma che, in questo momento, non riesce a decollare per una serie di ragioni, come quelle indicate nel documento firmato ieri dal presidente dell’Ance Messina Giuseppe Ricciardello. Un vero e proprio grido d’allarme sul “caro materiali” che «distrugge le imprese e ferma la ripresa». Situazione davvero paradossale.

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