Lunedì, 29 Novembre 2021
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Messina rende onore a San Francesco d'Assisi. Cero votivo e corona d'alloro

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Aver cura della Terra che ci accoglie, custodendola e valorizzandola è un dovere ma soprattutto un diritto dell'uomo, che è parte integrante di un ecosistema che negli ultimi decenni appare instabile, sofferente, squilibrato. Riorientare la rotta alla scoperta dell'essenziale aderendo a quel progetto di fede che ci vede corresponsabili nella cura della Casa Comune e attenti alle esigenze della società che nel rispetto della dignità umana realizza se stessa. Una lezione sempre attuale, a 795 anni dalla sua morte, quella di San Francesco d'Assisi Patrono d'Italia, celebrato ieri anche a Messina a conclusione del mese del Creato, con una messa solenne nel tempio di S. Francesco all'Immacolata.

Prima della celebrazione, presieduta dal frate guardiano padre Giuseppe Catalano, deposta una corona d'alloro alla statua del Santo nel piazzale antistante, benedetto l'olio e l'accesa la lampada votiva offerta dal primo cittadino, alla presenza delle autorità civili e militari e delle comunità Scout dei Gruppo Masci Messina 1 e 2 e Agesci Messina 1. «Mi chiedo quanto Francesco sia contento di noi che, assuefatti alla mediocrità, abbiamo sfregiato questa città alla quale non manca nulla se non chi la ami concretamente», ha detto De Luca rivolgendosi ai più piccoli, «gli unici capaci di salvarci, perché forti di una consapevolezza acquisita con grande maturità». Al termine della celebrazione, la corale Gaudemus in Domino, diretta e accompagnata da Aldo Beninati e Carmelo Crinò, ha eseguito il “Cantico delle Creature”, un oratorio composto nel 1924 da padre Domenico Maria Stella.

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