Martedì, 28 Settembre 2021
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Circa 700 esemplari di “Anthemis”, piantumata a Dinnammare la “camomilla di Messina”

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Sono circa 700 le “Anthemis messanensis”, conosciute anche come “camomilla di Messina”, in fase di piantumazione sul promontorio di Dinnammare. Una ripopolazione transfrontaliera possibile grazie alla Banca del germoplasma dell’Università di Catania, rappresentata ieri mattina della professoressa Antonia Cristaudo, responsabile scientifico, e dal gruppo di esperti del progetto SiMaSeed iniziato nel 2018 e finanziato dal programma Interreg V-A Italia-Malta 2014-2020.
«L’obiettivo – ha esordito la professoressa Cristaudo – è mettere in atto azioni e principi di conservazione delle specie minacciate, rare ed endemiche della flora sicula. È il secondo intervento importante del progetto SiMaSeed dopo il rafforzamento della specie endemica Anthemis pignattiorum (camomilla dei Pignatti), realizzato meno di un mese fa nella Riserva Naturale Orientata di Cavagrande del Cassibile, in provincia di Siracusa, in una tipologia di area naturale protetta».

Riguardo all’intervento di Cavagrande, la piantumazione della Anthemis pignattiorum – hanno spiegato Francesca Carruggio, Maria Castrogiovanni, Rosario Galesi e Carmen Impelluso, ricercatori del Dipartimento di Scienze Biologiche, Geologiche e Ambientali – è stato possibile dopo che negli ultimi tre anni è stato effettuato un minuzioso monitoraggio della popolazione esistente. Le plantule ottenute dai test sono state successivamente coltivate in vivaio, fino alla produzione di centinaia di nuove piante. Tra i presenti il dirigente dell’Ispettorato di Messina Giovanni Cavallaro che ha aggiunto: «L’incremento delle essenze endemiche ha un risvolto positivo per la naturalizzazione del territorio e per la biodiversità che caratterizza i Peloritani. Queste piantine necessitano particolare luce, con temperature che solo a mille metri di altezza ne possono garantire lo sviluppo».

L’intervento interessa una superficie di circa un km quadrato sulla quale gli operai, coordinati dal direttore dei lavori Michele Villafranca, stanno incrementando la popolazione naturale di circa il 140%. «La camomilla messinese – ha precisato Agatino Sidoti, responsabile del Servizio per il Territorio di Messina – è un’endemica puntiforme, che cresce esclusivamente nell’area di Dinnammare sui Monti Peloritani, a un’altitudine importante. Questo intervento garantisce la ripopolazione dell’essenza negli ambienti rupestri e semi-rupestri della Zona Speciale di Conservazione (Zsc) della Dorsale».

© Riproduzione riservata

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