Mercoledì, 12 Maggio 2021
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Alessandro, il geoscienziato innamorato del pianeta Terra

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Ha viaggiato in lungo e in largo raggiungendo paradisi remoti come la Papua Nuova Guinea dove si respira a pieni polmoni aria di libertà e di primitivo insieme. Alessandro Santilano, classe 1986, geofisico da esplorazione e ricercatore all'istituto di Geoscienze e georisorse del Cnr di Pisa, con un passato nel rugby, ha scelto volutamente di non seguire le orme del papà avvocato e di assecondare le sue aspirazioni.
Un sogno, il suo, partito da Messina, terra a cui è legato in maniera viscerale, anche se nel passaporto c'è il tratto distintivo da giramondo.
«Dopo la maturità scientifica – racconta il ricercatore – mi ero iscritto a Giurisprudenza perché avrei avuto la possibilità di lavorare nello studio di mio padre. Tuttavia, ho capito subito che la toga non avrebbe fatto per me avendo l'indole da viaggiatore che amava tuffarsi nella natura».
Il percorso congeniale era "Scienze della Terra", a Messina, che una volta completato gli ha aperto la voglia di confrontarsi con altre realtà: «Io e Assunta, oggi mia moglie, siamo andati a studiare a Pisa per la magistrale. E mi sono appassionato alla geotermia e all'idea di studiare questa fonte di energia».
Dopo la laurea Alessandro ha cominciato a lavorare per una società che si occupava di esplorazione geotermica, ma dopo qualche mese ha iniziato la sua avventura all’Istituto di Geoscienze e Georisorse del Cnr.
«Ho mosso i primi passi come assegnista di ricerca in un posto, Pisa, patria della geotermia, e contemporaneamente ho fatto il dottorato di ricerca in Geofisica al Politecnico di Torino. Per anni ho fatto la spola tra le due città e facevo tanti sacrifici portando avanti la mia ricerca in geofisica studiando i sistemi geotermici e non solo» . Per quasi 7 anni una vita da precario in cui ogni giorno si chiedeva cosa riservasse il futuro con una passione che non lo ha mai abbandonato. Ed è questo che ha fatto la differenza: «Nel 2018, davvero non riuscivo a vedere futuro, c'erano pochi concorsi, ma sapevo che volevo fare ricerca. Venni a conoscenza di una posizione nell’industria petrolifera per un operatore geofisico in Papua Nuova Guinea. La paga era ottima, anche se la posizione era al di sotto del mio background, ma io mi buttai perché volevo andare nella giungla. La compagnia francese mi telefonò subito e pensava che avessi sbagliato la candidatura». Dal colloquio telefonico alla partenza il passo è stato breve ma Santilano fu reclutato come capo dell’equipaggio magnetotellurico. E il suo bagaglio di conoscenze non passò inosservato: «Questa parte della mia vita ci ricorda che quando si mette il naso fuori, le competenze vengono valorizzate meglio. Con quelle spedizioni si erano aperte nuove opportunità lavorative, anche se io volevo continuare con le mie ricerche. Per fortuna, però, uno spiraglio in Italia si è aperto. E con un concorso, l'ennesimo, nel luglio del 2019 mi sono conquistato il mio contratto a tempo indeterminato al Cnr di Pisa, ambiente stimolante nel quale ho sempre potuto esprimermi liberamente sin dagli inizi». Alessandro, in piena pandemia, che aveva già costruito la sua famiglia con la moglie, assegnista di ricerca ancora precaria da 9 anni,  oggi vive a Pisa con le sue bimbe Matilde ed Emma. Le radici sicule sono saldissime. E ha concretizzato il suo sogno.

Leggi l'articolo completo sull'edizione cartacea di Gazzetta del Sud - Messina

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