Lunedì, 18 Ottobre 2021
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Nella notte di San Silvestro, c'è una Messina che lavora e non si ferma mai

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Loro, anche se non ci fosse stato il lockdown, non avrebbero potuto partecipare né ai veglioni né ai concerti in piazza che accompagnano ogni Capodanno. Sono quelli della “Messina h24” che lavora senza fermarsi mai. Quella dei trasporti, delle emergenze quella che sta accanto ai più deboli e quella che veglia sulla città. È la Messina che ha trascorso la notte più attesa dell’anno non vicino ai propri cari, al calduccio e davanti ad una tavola imbandita aspettando lo scoccare della mezzanotte. Ma la Messina che si è messa alle spalle l’anno più brutto mentre era al lavoro. I più fortunati hanno avuto il tempo di brindare alla fine del classico conto alla rovescia. Altri, invece, si sono fatti bastare una telefonata con la famiglia e gli auguri del collega.

E allora eccola la Messina che lavora anche a San Silvestro. Dietro le mascherine, ci sono sguardi entusiasti, fieri e soprattutto fiduciosi che da ieri davvero qualcosa possa essere stato messo alle spalle. Ci sono i giovani medici del “drive in” dell’ex Gazometro. Dal 14 dicembre, e chissà ancor per quanto tempo, vestiti con quelle tute bianche, fanno tamponi a vacanzieri e messinesi. E anche la notte di Capodanno le auto in fila hanno atteso il responso che in questo momento fa più paura. Neanche lo Stretto si ferma mai. Le navi, hanno fatto il pendolo, senza sosta. Gli equipaggi hanno avuto solo il tempo di ritrovarsi in plancia di comando o su uno dei ponti per cin cin e poi rimettere in moto le macchine verso l’altra sponda.

All’Atm, il bus notturno non lascia a terra nessuno. Nemmeno a Capodanno. E allora eccoli i due autisti e l’assistente alla vendita che hanno visto e sentito i botti di fine anno a bordo dello loro numero 1. Le stringenti regole sugli spostamenti fra i comuni hanno reso quasi deserte le autostrade. Ma ai caselli, un presidio non può mancare. Gli uomini del Consorzio Autostrade, però, si scaldano vicino all’albero di Natale che ti fa sentire in famiglia. Non è mancato il lavoro in farmacia. Solo due erano aperte quando il 2021 ha bussato alla porta. Qualche abuso a tavola, qualche raffreddore di stagione e forse la paura di un contagio, hanno tenuto svegli questi professionisti, pronti a dare consigli prima ancora che medicine.

Il Capodanno dei più fragili è ancora più emozionante. A “Casa Serena” vivono in 48. A distanza e in sicurezza, nella casa di riposo simbolo della città, gli anziani hanno trascorso con leggerezza l’attesa serata. Nel pomeriggio si sono dati da fare con il laboratorio di creazione delle scatoline della luce. Hanno voluto donare a se stessi e alla città un segno di luce, di speranza, di rinascita. Ciascuno ha variopinto la propria scatolina posizionandola sotto l'albero come dono per la città. Non poteva mancare la tombola, il miglior modo per attendere la mezzanotte. E a tenere alta l’allegria, ci ha pensato uno degli ospiti. Anche qualche passo di danza, in serata, con le performance alla batteria e alla tastiera. Il panettone è arrivato fra uno stornello e l’altro e poi, a mezzanotte, un gruppetto di ospiti non si è fatto mancare il brindisi augurale. Con loro gli operatori della Messina Social City. In molti casi, sono loro la famiglia di questi anziani, ed è per questo che c’è una Messina che non si può proprio fermare.

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