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Il serbatoio Montesanto di Messina da incompiuta a risorsa: presto la consegna dei lavori

Da incompiuta a risorsa per fronteggiare le emergenze idriche in città: è la storia del serbatoio Montesanto nella narrazione fatta in diretta Facebook dal sindaco Cateno De Luca, durante il sopralluogo effettuato nella collina di uno dei tanti "scandali" messinesi. Una storia che risale all'inizio degli anni novanta, allorché vennero finanziati dalla Cassa per il Mezzogiorno due impianti al servizio dell'acquedotto comunale, i serbatoi Montesanto 1 e 2.

Il Montesanto 2 veniva realizzato dalll'Eas e ceduto al Comune di Messina e quindi all'Amam per la gestione del servizio idrico integrato. Il Montesanto 1, invece, ha ricordato De Luca, venne finanziato ma le opere mai concluse: si realizzarono solo le fondazioni e le travi di delimitazione del serbatoio stesso con le tubazioni di adduzione.

"Nel 2016, - ha insistito il sindaco -, alla sottoscrizione del Masterplan e dopo la crisi idrica del 2015 che lasciò la città di Messina senza approvvigionamento idrico per 20 giorni, venne proposto dal Comune, per un importo di 3, 2 milioni di euro, un progetto per attivare il serbatoio Montesanto 1. Considerato tuttavia che non esisteva alcuna progettazione cantierabile si trattava a ben vedere solo di un’idea di finalità, per cui tutto rimase fermo fino al 2018. Quando ci siamo insediati, lo stato dell'arte registrava solo un'aggiudicazione della gara d'appalto dei servizi di ingegneria con uno stato di impasse delle procedure. Intanto nel sito dove doveva essere realizzato il serbatoio Montesanto 1 le opere già realizzate, cioè le fondazioni e le travi di delimitazione del serbatoio stesso con le tubazioni di adduzione, venivano lasciate li a marcire e le aree limitrofe venivano continuamente occupate da ignoti che costruirono stalle di fortuna in assenza di ogni autorizzazione di legge.Ma la cosa più grave era che non si sapesse nemmeno di chi fosse lo stesso serbatoio". Poi, si è messo mano al progetto, si è modificata la dotazione finanziaria prevista nel Masterplan della Città metropolitana con l'inserimento, nell'aprile 2019, di ulteriori risorse pari a 1,1 mln di euro, per una copertura complessiva, di 4,3 milioni. Nel maggio 2020 l'aggiudicazione della gara all'impresa Domenico Majolino srl (capogruppo) e Vincenzo La Valle.

Nel luglio 2020 in avanti, come ricordato anche dal presidente Salvo Puccio, si è verificato il blocco dei conti Amam "a causa delle paradossali vicende delle bollette della luce non pagate da Amam i cui conti venivano aggrediti dai fornitori di energia elettrica". In ogni caso, ha ribadito il sindaco, " si procedeva comunque a richiedere l'autorizzazione alla realizzazione delle opere all'Eas, la quale comunicava a sua volta di essere in liquidazione, rinviando ogni decisione alla Regione siciliana suo socio unico. E proprio ieri, a seguito di ulteriore sollecito con manifestazione ad acquisizione delle aree in cessione o in concessione, si è avuto un contatto telefonico diretto con il funzionario che si dovrebbe occupare della pratica e che ci ha assicurato che a stretto giro ci avrebbe notificato l'autorizzazione. Mercoledì scorso il Consiglio Comunale ha riconosciuto i debiti del Comune nei confronti di Amam deliberandone il relativo pagamento e consentendo l'avvio della trattativa con Hera Comm.

Quindi finalmente si può procedere alla consegna dei lavori potendo riconoscere alla stessa impresa l'anticipazione che si ricorda essere di almeno il 20% dell'importo contrattuale.
I lavori prevedono una durata contrattuale di 540 giorni , "Ma siamo certi - ha concluso il sindaco - che l'impresa lo realizzerà anche in minor tempo".

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