Mercoledì, 19 Settembre 2018

Nomi eccellenti tra gli arrestati, ecco la fotogallery

A seguito della articolata indagine sopra brevemente illustrata, avallando le risultanze investigative prodotte dalla P.G operante e accogliendo sostanzialmente le richieste cautelari avanza dalla locale Procura-DDA, sono state disposte ed eseguite le seguenti misure cautelari personali:

    custodia cautelare in carcere nei confronti di:

1.             PERGOLIZZI Vincenzo, classe ‘53;

     arresti domiciliari nei confronti di:

2.             BARRILE Emilia, classe ‘70;

3.             ARDIZZONE Marco, classe ‘72;

4.             CLEMENTE Francesco, classe ‘67;

5.             PERGOLIZZI Stefania, classe ‘78;

6.             PERGOLIZZI Sonia, classe ‘80;

7.             CORDARO Carmelo, classe ‘60;

8.             ADIGE Michele, classe ‘80;

9.             MERLINO Vincenza, classe ‘64;

10.        PULLIA Carmelo, classe ‘68;

11.        LUCIANO Giovanni, classe ‘65;

     sospensione dal pubblico ufficio in atto ricoperto per la durata di sei mesi nei confronti di:

12.        DE ALMAGRO Daniele, classe ‘65;

    divieto temporaneo, per la durata di sei mesi, di esercitare attività imprenditoriali e di ricoprire uffici apicali in seno ad imprese e persone giuridiche nei confronti di:

13.        FIORINO Antonio, classe ‘66.

Le misure cautelari reali, frutto di approfondimenti investigativi di natura finanziaria-patrimoniale, hanno colpito gli interi capitali sociali e compendi aziendali della “PER.EDIL SRL”, della “CO.STE.SON. srl” e della “ER.GI. COSTRUZIONI srl”, oltre ben 11 cespiti immobiliari rientranti nel patrimonio personale di uno dei soggetti oggi colpiti anche dalla misura cautelare personale, per un valore complessivo stimato prudenzialmente in euro 35 milioni.

C'è anche l'ex presidente del Consiglio comunale di Messina, Emilia Barrile, tra gli indagati dalla Dia che ha eseguito al momento 13 provvedimenti cautelari (un arresto in carcere, dieci ai domiciliari e due misure interdittive) nell'ambito di una indagine della Procura che ha svelato l'esistenza di un comitato d'affari che gestiva la cosa pubblica per fini privati. Barrile, prima nel centrosinistra, poi passata al centrodestra per transitare alla fine a una lista civica sua, quella de i Leali, è risultata la più votata alle ultime elezioni comunali dove ha preso 2800 preferenze. La lista, però, non ha superato lo sbarramento del 5% e Barrile non è più tornata al Consiglio Comunale. La donna, che è ai domiciliari, é accusata di associazione a delinquere, abuso d'ufficio, atti contrari a doveri ufficio e violazione dei doveri di imparzialità nei confronti della pubblica amministrazione.  

Tra le altre  persone coinvolte, oltre l'ex presidente del consiglio comunale Emilia Barrile, l'imprenditore Tony Fiorino, il Dg dell'Atm De Almagro che sarebbe stato favorito dalla Barrile in cambio dell'assunzione nella società di un autista, che non aveva i requisiti per svolgere il lavoro, l'ex consigliere provinciale Udc Francesco Clemente.  Custodia cautelare in carcere per il costruttore Vincenzo Pergolizzi: la Barrile gli avrebbe fatto acquistare, grazie alla complicità del funzionario comunale Francesco Clemente, il terreno comunale dove doveva realizzare una palazzina. Tra gli indagati anche il commercialista Marco Ardizzone e gli imprenditori Angelo Pernicone e Giuseppe Pernicone, titolari di una società di vigilanza che svolgeva l'attività in occasione di eventi allo stadio. In cambio di agevolazioni nelle pratiche amministrative la Barrile avrebbe ottenuto l'assegnazione a una coop che controllava della gestione dei punti di ristoro allo stadio. L'operazione che si incrocia con le indagini "Tekno" e "Matassa" è stata condotta dalla Dia di Messina insieme al centro operativo di Catania e ai centri e sezioni di Reggio Calabria, Palermo, Bari, Roma, Caltanissetta, Catanzaro e Agrigento.  

Secondo gli inquirenti, utilizzando il potere che le derivava dal ruolo, e facendo pressioni su dirigenti e funzionari comunali, Barrile agevolava le pratiche degli imprenditori che a lei si rivolgevano: come Fiorino, che sarebbe stato aiutato nel disbrigo delle pratiche amministrative e tutelato da imprese concorrenti. Barrile avrebbe ostacolato l'apertura di un esercizio commerciale nella zona dell'imprenditore amico. "Le indagini - scrive il gip che ha disposto le misure cautelari - rivelano la consuetudine della Barrile allo sfruttamento del potere di influenza che deriva dal ruolo pubblico per esercitare pressioni su dirigenti e funzionari del Comune per garantire il pronto soddisfacimento di interessi privati facenti capo a un ristretto gruppo di imprenditori cittadini a lei collegati da un inquietante logica del do ut des, essenzialmente costituito con prospettiva di ritorno sia elettorale che di assunzioni di parenti vicini presso attività imprenditoriali". Secondo gli investigatori, inoltre, la donna era il vero dominus di due coop, la Peloritana Servizi e la Universo Ambiente, che gestiva attraverso prestanomi. Grazie ad amicizie, come quella con un personaggio già coinvolto in un blitz antimafia con l'accusa di concorso in associazione mafiosa, riusciva a gestire alcuni servizi di ristorazione e di fornitura di steward per il parcheggio all'interno dello stadio cittadino. L'indagine della Dia coinvolge anche funzionari di alcune partecipate del Comune come l'ATM, società che gestisce i trasporti pubblici.

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