Lunedì, 27 Giugno 2022
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Amministrative 2022

Home Foto Amministrative 2022 Messina, il nuovo Consiglio: 20 a Basile col boom di Sicilia Vera, 7 al centrodestra, 5 al centrosinistra. I NOMI

Messina, il nuovo Consiglio: 20 a Basile col boom di Sicilia Vera, 7 al centrodestra, 5 al centrosinistra. I NOMI

Il Consiglio comunale prende forma, col passare dello scrutinio delle sezioni. E quando mancano una trentina di sezioni per le preferenze la distribuzione sembra ormai definitiva. E vede 20 seggi a Basile, grazie al premio di maggioranza (11 a Sicilia Vera, 6 a "Con De Luca" a cui si aggiungono i 3 di Prima l’Italia). Sono 20 perché secondo una recente circolare 19 seggi come si credeva inizialmente è una cifra appena sotto il 60% e una recente circolare ha spiegato bene il da farsi. Al centrodestra spettano invece 7 seggi (Croce di diritto, 3 Ora Messina, 2 a Fratelli d'Italia, 1 a Forza Italia). Al centrosinistra ne vanno 5 (2 Pd, 3 De Domenico sindaco). Stamani invece il rapporto sembrava 8 cd- 4 cs.

Sarebbero così 11 gli eletti della lista che ha sbancato queste elezioni, “Basile Sindaco”: ci sono assessori uscenti come Massimiliano Minutoli (tra i più votati), Carlotta Previti e Dafne Musolino, che però quasi certamente lasceranno il loro posto ai primi dei non eletti; ci sono consiglieri uscenti, come il big delle preferenze Alessandro De Leo, Serena Giannetto e Nello Pergolizzi; l’ex consigliere circoscrizionale Cosimo Oteri; new entry come Rosaria Rita Di Ciuccio (nel 2018 la più votata in Fratelli d’Italia, ma non eletta), Giuseppe Busà, Antonella Feminò e Giulia Restuccia. In caso di “surroghe” degli assessori, scalpitano Ciccio Cipolla, un veterano come Pippo Trischitta e Giuseppe Schepis. La lista “Con De Luca per Basile” prende 6 seggi: oltre ovviamente a Cateno De Luca, si vedranno solo volti noti: al momento in pole ci sono Salvatore Papa, Raffaele Rinaldo, Emilia Rotondo, Alessandro Brigandì e Salvatore Caruso. Completa il quadro della maggioranza il trio targato “Prima l’Italia”, la lista leghista con cui Nino Germanà ha, di fatto, deciso queste elezioni al primo turno: in Consiglio entreranno Giuseppe Villari (vicinissimo all’ex consigliere comunale Nicola Cucinotta), Amalia Centofanti (figlia di Calogero) e Mirko Cantello.

Le opposizioni

Alle opposizioni, dunque, non resta che dividersi ciò che rimane della torta. Col premio di maggioranza alla coalizione “pro-Basile”, infatti, salterebbero un seggio ciascuno a Ora Sicilia, Fratelli d’Italia, Forza Italia, Pd e Franco De Domenico Sindaco. Nel Centrodestra, dunque, tre consiglieri per i genovesiani di Ora Sicilia, con Federica Vaccarino, figlia del re delle preferenze Benedetto, sicura del posto, così come Dario Zante (giunto da Forza Italia alla vigilia della campagna elettorale), si giocano la terza casella l’uscente Giandomenico La Fauci e Attilio Ciliberto, che di Vaccarino è il nipote. Due posti anche in Fratelli d’Italia, già appannaggio di Libero Gioveni, Dario Carbone. Resterebbe fuori il coordinatore messinese dei meloniani, Pasquale Currò. Un solo scranno (per ora) a Forza Italia: quello di Nicoletta D’Angelo. Infine il Centrosinistra: col premio di maggioranza, al Pd rimangono due posti, per Felice Calabrò e Antonella Russo. Tre alla lista De Domenico Sindaco: dovrebbero andate a Cettina Buonocuore, Giovanni Caruso e Alessandro Russo.

Le regole sul premio di maggioranza

Il tema dell’assegnazione del premio di maggioranza è stato quello che più di altri ha scaldato il dibattito post elettorale di ieri. L’interpretazione della norma regionale che spiega quando e come debba essere assegnato il 60% dei seggi alla coalizione che ha sostenuto il sindaco eletto, ha alcune sfumature che possono cambiare l’esito della composizione dell’Aula. Ieri sera Cateno De Luca, dopo aver fatto sapere martedì che era difficilissimo raggiungere il premio, ha annunciato che, a sorpresa, sarebbe stato raggiunto. Se così fosse Federico Basile godrebbe del sostegno di 20 consiglieri, alla coalizione di Centrodestra ne spetterebbero otto ( compreso quello di Maurizio Croce, secondo classificato nella corsa alla fascia tricolore) e quattro al centrosinistra. Una maggioranza non più solo relativa ma assoluta che cambierebbe non poco gli equilibri politici. Se invece il premio non andasse a Sicilia Vera la proporzione sarebbe: 14 a Sicilia Vera, 10 al Centrodestra e 7 a De Domenico.
L’interpretazione della norma che è parsa più aderente alla legge regionale, in base soprattutto alla lettura che informalmente ha dato il seggio centrale, è quella per cui per sapere se le liste di Basile hanno raggiunto la soglia del 40% oltre la quale scatta il premio di maggioranza, occorre prendere in considerazione tutte le liste che hanno centrato lo sbarramento del 5%. Sono, fra Centrodestra, centrosinistra e Sicilia Vera otto. Una volta sommati i voti di lista di tutte e otto, viene calcolato il 40% di quel dato. Se la somma delle tre liste di Basile superasse quella soglia, allora otterrebbe il premio di maggioranza. Un’interpretazione diversa che arriva da alcune segreterie dice che, per il calcolo del premio, vanno sì tolte tutte le liste sotto il 5%, ma solo della coalizione del sindaco vincitore. Quindi la somma delle percentuali delle tre liste di Basile oltre lo sbarramento è del 32% circa, che è sotto il 40% dei voti complessivi espressi in città, su tutte le liste, comprese quelle sotto il 5%. Sembrerebbe un confronto da due dati non omogenei, ma oggi gli esperti torneranno sull’argomento fermo restando che l’interpretazione autentica resta spetta al presidente del seggio centrale che ieri la sua lettura l’ha già data.

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