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L'ex tecnico Lello Di Napoli: "Il Messina ha i mezzi per rialzarsi"

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La prima di Lello Di Napoli

Un doppio ex, rimasto legato sia al Messina che al Latina ma che guarderà la sfida salvezza di domani con più simpatia verso i colori giallorossi, ai quali è maggiormente affezionato. È Raffaele Di Napoli, 55enne tecnico che aveva iniziato la stagione alla Paganese prima dell'esonero dopo appena due giornate di campionato. Ma proprio alla prima delle due alla guida della formazione azzurro stellata ha incontrato i peloritani allora allenati da Sasà Sullo, con i quali finì 4-4 al termine di una gara rocambolesca e di una rimonta conclusa in pieno recupero con la rete di Piovaccari. «Devo ammettere che quel Messina di Sullo mi piaceva molto - ammette il trainer campano -, aveva delle idee di gioco e un'identità ben precisa. Sasà in poco era riuscito a creare qualcosa di potenzialmente positivo, però probabilmente poi non ha avuto il tempo per sviluppare ulteriormente il lavoro intrapreso. In questo calcio purtroppo è così, però mi aveva fatto una grande impressione la squadra per come era organizzata. Rispetto a quella mia Paganese aveva più gamba e maggiore struttura, gente come Sarzi, Adorante o Balde riescono a trovare più velocemente la condizione».

Però qualcosa non ha funzionato per il verso giusto, probabilmente i risultati altalenanti hanno influito sul rendimento successivo di una squadra giovane, che aveva bisogno di più certezze e le cerca ancora.

«Certe volte le cose si ingarbugliano e diventa difficile venirne fuori. Ricordo quando salvammo l'Akragas, iniziando con in campo molti classe 1999 e 2000. Andammo a giocare a Taranto con una formazione già in crisi dal ko con il Messina, vincemmo iniziando la nostra risalita e dando a loro il colpo di grazia. In riva allo Stretto devono stare tranquilli, la squadra è buona, serve probabilmente qualche risultato positivo per ridare fiducia e morale. Stando anche attenti ai giusti equilibri interni nei rapporti con l'ambiente, che possono fare la differenza».

La storia odierna dice Eziolino Capuano, un tecnico navigato che sta provando a dare la scossa a una formazione ancora impelagata nei bassifondi della graduatoria.

«Sappiamo Capuano quanto sappia essere allenatore esperto e di categoria, prima o poi sistemerà le cose. Deve avere il tempo anche lui per cambiare assetto e i giocatori per assimilare le sue idee».

Dopo due impegni proibitivi contro Catanzaro e Avellino, adesso di fronte ci sarà il Latina, formazione alla cui guida Di Napoli è stato da novembre 2018 a ottobre 2019. Che avversario troverà il Messina?

«Quest'anno li ho visti di presenza tre volte, considerando la seconda giornata nella quale abbiamo perso lì con la Paganese. Hanno dei giocatori “leggerini” come Mascia, Teraschi e Tessiore, partono con il 4-4-2 ma davanti cambiano avendo gente come Jefferson, Sane, Rosseti e Carletti. In casa hanno conquistato la gran parte dei punti in classifica, vincendo scontri diretti con Campobasso, Picerno o Andria, a parte lo scivolone con la Juve Stabia. Hanno avuto qualche difficoltà propria sulla “consistenza” ma vantano tanti giocatori giovani e bravi come Ercolano e Giorgini, possono pagare lo scotto iniziale ma il cammino gli darà ragione».

Dopo aver avviato la carriera da vice tra Cavese, Foggia, Avellino, Empoli, Frosinone, Barletta e Ischia, per Lello Di Napoli la svolta è arrivata proprio a Messina dove da vice di Arturo Di Napoli si ritrovò primo allenatore nel febbraio del 2016, chiudendo al settimo posto prima delle successive esperienze tra Akragas, Latina e Pagani. Uno dei motivi per cui, il tecnico napoletano, continua a seguire con particolare simpatia la maglia biancoscudata.

«Sono legato a questi colori, orgoglioso di avere raggiunto un bel risultato nonostante l'iniziale diffidenza. Avevamo una signora squadra e un gruppo forte. Gente come Burzigotti, Fornito, Gustavo, Giorgione, De Vito o Baccolo. Figure come Lello Manfredi e Ciccio Alessandro che facevano alla grande da raccordo. Una vittoria a Rieti con la Lupa Castelli, con gol di Ionut, ci diede la spinta per allontanarci dal calderone della zona calda, incanalando risultati positivi e sorprendendo come a Lecce o a Foggia. Credo che se avessimo avuto l'opportunità di lavorare ancora assieme, quella formazione si sarebbe tolta delle belle soddisfazioni, avevamo gli attributi. Ora Messina deve guardare avanti, perché non ha nulla a che vedere con questa categoria. Vado sempre a vedere i risultati quando gioca, seguirò anche la partita con il Latina sperando come prima cosa che venga fuori una bella gara».

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