Mercoledì, 27 Ottobre 2021
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CALCIO MINORE

Torregrotta, riparte il percorso della squadra dilettantistica più amata d'Italia

Due partite, altrettante vittorie. La stagione del Torregrotta era iniziata sotto i riflettori per meriti sportivi e volontà del pubblico. Il sondaggio lanciato nell’estate 2020 da Calciatori Brutti l’aveva incoronata regina del dilettantismo italiano. La formazione che la pagina social più ignorante del Paese avrebbe seguito tra la polvere e il fango, abbondanti, dei campi di periferia e lustrini, pochi, che si incontrano sui terreni di seconda categoria. Qui, si gioca di cuore e polmoni, mentre il fioretto resta ben risposto nella feretra.
L’avvio brillante, con i successi sul campo del Cus Unime e nel derby tirrenico col Villafranca, poi, avevano fatto il resto, dilatando i sorrisi e aumentando a dismisura il carico delle speranze. Naufragate puntualmente sulla seconda ondata di Covid. Come un paio di mesi prima, sul finire dell’anno l’incubo si è riproposto, la vita è tornata confinata fra le mura di casa, mentre il pallone si è dovuto riambientare in fretta agli spazi angusti della cantina. E’ stato allora, nell’istante più buio, che la lampadina si è accesa di nuovo e gli occhi hanno ripreso a brillare. In linea con un mondo che corre veloce verso il digitale, anche il Torregrotta ha cambiato passo e veste e i suoi interpreti, per l’occasione in versione avatar, hanno dato vita al torneo online più seguito dello stivale.

Puntuale come la merenda, accompagnati nel viaggio dalle voci di WeSport e dalla simpatia dirompente di Calciatori Brutti, ogni sabato pomeriggio il Torregrottaton ha riempito sabati scanditi da pizze d’asporto e coprifuoco snervante, aiutandoci a combattere vagonate di noia. Come in Champions Isgrò e compagni hanno superato il girone eliminatorio, affrontando in casa e trasferta Leicester, Besiktas e Barcellona. Poi sono sbarcati alla fase a eliminazione diretta dove gli ostacoli si sono fatti più grandi e le sfide maggiormente tirate. Poco importa, il cuore ha fatto la differenza. Fondamentale per piegare le resistenze di Chelsea, Liverpool e Bayern. Nella finale del Benito Stirpe ci sono voluti i rigori per permettere al Paris Saint Germain degli sceicchi e Mbappé di battere il piccolo Torregrotta. Amarezza, certo ma neppure troppa, perché le donazioni di quanti hanno sostenuto il percorso hanno realizzato un fine più grande. Oggi, perché l’album dei ricordi, è finito e tocca parlare al presente, l’impianto della costa tirrenica ha un defibrillatore e giocare a calcio, quello vero, è diventato d’un tratto più sicuro. Restano i saluti a Isgrò, calciatore più rappresentativo, con cui le strade si sono ora separate.
Dispiacere a parte l’augurio, come in ogni favola che si rispetti, è di vedere tutti felici e contenti.

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