Mercoledì, 22 Settembre 2021
stampa
Dimensione testo

Sport

Home Sport Carolina, la judoka che lassù ha un tifoso “speciale”
PARALIMPIADI

Carolina, la judoka che lassù ha un tifoso “speciale”

di
L’atleta messinese, che ha perso il padre a soli 12 anni, rappresenterà l’Italia alle Paralimpiadi di Tokyo, a fine agosto

Ci sarà anche Messina alle Paralimpiadi di Tokyo, che si disputeranno dal 24 agosto al 5 settembre. A rappresentare la nostra città, sarà Carolina Costa, judoka paralimpica, classe ’94, qualificatasi per l’attesa competizione, grazie alle sue prestazioni eccezionali. Per la giovane atleta, il judo non è soltanto un semplice sport: è la sua ragione di vita e ciò che di più bello e prezioso, le hanno trasmesso i suoi genitori. Carolina è infatti figlia dell’ex lottatrice olimpica Katarzyna Juszczak e del maestro di judo Franco Costa, scomparso quando lei aveva solo 12 anni. «Mio padre era la mia colonna – racconta l’azzurra – e perderlo così presto, mi ha reso grande prima del tempo. È stato un brutto colpo, e in quel momento, solo il judo è riuscito a darmi la forza di andare avanti e non mollare mai, come lui mi aveva insegnato». Una lezione di vita di cui Carolina ha fatto tesoro anche dopo, quando purtroppo, a 22 anni, ha scoperto di essere affetta da cheratocono, una malattia degenerativa della cornea, che l’ha resa ipovedente. «Ricordo che mi accorsi di avere dei fastidi alla vista mentre stavo partecipando ai Campionati Assoluti – spiega la messinese –, così feci degli esami, e purtroppo la diagnosi non lasciò molte speranze. Mi fermai un anno, sottoponendomi a varie operazioni, ma non ci fu nulla da fare». La ragazza temeva di essere costretta ad abbandonare l’amatissimo sport, che aveva iniziato a praticare sin da piccolissima, muovendo i suoi primi passi sul tatami. «Avevo paura – confessa la ventisettenne – di dover lasciare andare il sogno di partecipare alle Olimpiadi. Poi invece, ho scoperto per caso, che esisteva il judo paralimpico e quella notizia ha segnato la mia rinascita». Così ancora una volta, è stato il judo a salvarla: «Dopo aver ottenuto l’idoneità ed essermi iscritta alla Fispic (la Federazione italiana sport paralimpici per ipovedenti e ciechi) – prosegue Carolina –, nel 2018 ho disputato la prima gara importante: i Campionati del Mondo di Lisbona, dove mi sono classificata terza, vincendo la medaglia di bronzo». Quella competizione le ha consentito di riacquistare la fiducia in se stessa, permettendole di raggiungere successivamente tanti traguardi, come ad esempio la medaglia d’oro agli Europei Ibsa nel 2019, e al Grand Prix in Azerbaigian e all’Ibsa Grand Prix di Warwick. Sfide che le hanno fatto conquistare i punteggi per la qualificazione per Tokyo e l’hanno resa prima nella classifica del ranking mondiale. Le sue sensazioni legate alle prossime Paralimpiadi, sono un misto di emozione e timore: «Ancora non mi rendo conto che rappresenterò l’Italia a Tokyo – rivela la giovane –. Incontrerò avversari che ho già affrontato, la sfida più difficile sarà quella di riconfermarmi. Ciò che mi preoccupa di più, però, è la situazione legata alla pandemia». Carolina vuol sentire il calore della sua Messina, il luogo in cui ha scelto di restare aprendo una palestra dove insegna judo ai più piccoli: «Se dovessi vincere la medaglia, la dedicherei ai messinesi, ai miei affetti e soprattutto al mio papà, che so che sarebbe molto orgoglioso di me». Ed è lui, il tifoso “speciale”, che da lassù la sosterrà alle Olimpiadi

© Riproduzione riservata

PERSONE:

* Campi obbligatori

Immagine non superiore a 5Mb (Formati permessi: JPG, JPEG, PNG)
Video non superiore a 10Mb (Formati permessi: MP4, MOV, M4V)

X
ACCEDI

Accedi con il tuo account Facebook

Login con

Login con Facebook