Martedì, 21 Settembre 2021
stampa
Dimensione testo

Sport

Home Sport "Caso impianti sportivi" a Messina, prima toppa ma l’emergenza è ancora viva
LE ULTIME

"Caso impianti sportivi" a Messina, prima toppa ma l’emergenza è ancora viva

di
Assicurato alle società che devono presentare l’iscrizione entro lunedì il nulla osta per il “Bonanno” ma poi andrà trovata una soluzione definitiva

Novità erano attese entro ieri ma la convocazione probabilmente arriverà la prossima settimana. Le squadre di Promozione e Prima Categoria messinesi attendono un confronto con l'Amministrazione per trovare soluzioni congiunte per giocare, anche il prossimo anno, le gare interne in città su un terreno regolarmente omologato e disponibile. La scadenza (per Atletico, Gescal e Messana) del 26 luglio per presentare domanda di ammissione si avvicina, dal Comune è arrivata la disponibilità a rilasciare il nulla osta per la disputa al “Bonanno” in attesa di sbloccare altre possibili alternative.

Un primo passo, importante, ma non ancora esaustivo. Sarebbe assurdo costringere queste società a doversi trasferire in provincia lasciando il capoluogo, sia per ciò che concerne il danno d'immagine per club nati e cresciuti a Messina, ma anche per le ricadute sociali che ciò comporterebbe. L'assessore Francesco Gallo, al quale in questo momento tutto l'universo sportivo si appella, pare nelle scorse ore si sia attivato per cercare risorse utili a sbloccare l'impasse. Spiragli? Probabilmente il “Marullo” di Bisconte per le tre di Promozione e qualcuna di Prima; poi ipotizzati anche interventi di cui necessita il “Bonanno” dell'Annunziata, dove dovrebbero invece fare base le formazioni delle categorie e alcuni settori giovanili. Per quanto riguardare il “Celeste”, le attuali tariffe (2000 euro a partita, 500 ad allenamento) non sono sostenibili per società che fanno sforzi immani, specie dopo l'emergenza Covid, per mantenersi in vita e portare avanti progetti sportivi e sociali, grazie al supporto di sponsor e sostenitori. L'impianto passerà in gestione alla MessinaServizi e probabilmente verrà ancora utilizzato da società di categorie superiori per gli allenamenti, semmai dovessero farne richiesta. Dall'altra parte, il Comune si starebbe attivando anche tramite il neo esperto Alberto Leone per imboccare nuove strade e dare alternative anche in prospettiva, ad esempio “resuscitando” il campo sportivo di Sperone della Città Metropolitana.

Il problema non va minimizzato. Rispetto all'anno scorso sono venuti meno due campi, quello di Mili oltre al “Marullo”. Vanno evitati errori d'approccio, come il pensiero che un grido d'aiuto sia un fastidio. I club non cercano fondi ma solo di essere messi in condizione di potere operare come hanno sempre fatto, pagando. E lo fanno per passione, per togliere ragazzi dalla strada, per facilitare le finalità aggregative. Pensare che tante vuole dire troppe, sarebbe un altro sbaglio. Salvaguardare le realtà, specie quelle storiche, significa ancora garantire vivacità di iniziativa piuttosto che svuotare anche questo bacino fatto di tanti atleti dilettanti e appassionati.

Forse il documento congiunto delle cinque società messinesi è stato percepito come un puntare un dito contro l'attuale amministrazione, chiaro che le colpe andrebbero suddivise con chi nel tempo ha portato un territorio vasto come quello messinese a una situazione disastrosa, con pochi campi peraltro in condizioni problematiche. “Non risulta possibile realizzare nuovi impianti considerato che è già difficile riportare ad un livello di decenza quelli già esistenti”, lo ha detto Gallo non le società. Ma l'interlocutore è questa Amministrazione, dunque le società non possono che far altro che ad essa rivolgersi. L'obiettivo è riuscire a trovare soluzioni congiunte, non arrivare allo scontro. Ma bisognerebbe avere lo spirito giusto, non credere che siano capricci o tentativi di estirpare o risparmiare qualche spicciolo, almeno non è così per le società pronte ad andare fuori dal territorio comunale o addirittura a rinunciare alla partecipazione. Se le squadre dovessero essere costrette a questi estremi, la sconfitta sarebbe di tutti. Anche se ad alcuni potrebbe non interessare, anzi sarebbe una liberazione. Questa è l'impressione.

© Riproduzione riservata

* Campi obbligatori

Immagine non superiore a 5Mb (Formati permessi: JPG, JPEG, PNG)
Video non superiore a 10Mb (Formati permessi: MP4, MOV, M4V)

X
ACCEDI

Accedi con il tuo account Facebook

Login con

Login con Facebook