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Giampà: «Il mio Sant'Agata cresce. Che gioia quella vittoria a San Siro»

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«La sosta ci è servita, siamo ancora all'80% del nostro potenziale». Amarcord: «I miei maestri? Giampaolo, Mutti e Papadopulo». Mercato: Mistretta torna al Marina di Ragusa, ingaggiato Bongiovanni dall'Acireale

Da una magica notte nel tempio del calcio di San Siro alla panchina dello stadio “Fresina” il denominatore comune ha le sembianze dell’umiltà, della grinta, della dedizione ai valori del gruppo e del lavoro di Mimmo Giampà. Il tecnico 44enne, approdato due mesi fa alla guida del Città di S. Agata, vive oggi una perfetta simbiosi con l’ambiente biancoazzurro, che è riuscito a trascinare fuori dalle sabbie mobili in cui era precipitato.

Mister, se le dico 22 settembre 2004, cosa risponde?
Quella sera a San Siro, Milan – Messina, un’emozione incredibile vincere contro i campioni d’Europa in un’annata irripetibile con il settimo posto finale. La forza di quella squadra era un grande gruppo che conosceva i propri limiti e dava il tutto per tutto per correre più degli avversari, con grande concentrazione e dedizione nell’allenamento. Certo c’era anche chi lo faceva un po’ meno. Penso ad Artuto Di Napoli (ride) se si fosse allenato come me, sarebbe stato un giocatore non da Messina ma da Nazionale.
Di quel Giampà calciatore, oggi, cosa c’è nel Giampà uomo e allenatore?
Sin dal primo ritiro da calciatore pensavo che dopo avrei voluto fare l’allenatore. Ho cominciato subito a prendere appunti su ciò che facevamo. Ho avuto tanti maestri, Giampaolo per la tattica, Mutti per la gestione, Papadopulo per la carica. Ho cercato di rubare qualcosa di positivo da ognuno e cercare di farlo mio. Il 3-4-3 ad esempio è nato con Zampollini il secondo anno a Catanzaro. Ma non penso che nel calcio possa esserci copia e incolla, perché quello che apprendi lo devi sentire tuo, sennò non trasmetti nulla alla squadra. A livello tecnico e umano cerco di essere per i miei giocatori l’allenatore ideale che io avrei voluto avere.
Quando il S.Agata l’ha chiamata, c’è stato la tentazione di dire no, oppure ha prevalso la voglia di rientrare in gioco?
Il giorno che ci siamo incontrati ero partito da casa pensando di non accettare, perché la mia idea è sempre stata quella di non essere adatto, per le caratteristiche del mio gioco, a subentrare in corsa. Per educazione sono venuto a parlare con la società, così come avrei fatto con qualunque altra. Decisivi sono stati l’entusiasmo della dirigenza e il viaggio di ritorno in auto con mister Vanzetto, che mi hanno spinto ad accettare questa scommessa.
Esordio da dimenticare. Ko a San Luca poi il pesantissimo 1-6 col Dattilo.
Col senno di poi, oggi dico che la sconfitta col Dattilo è stata la nostra fortuna. Per oltre un’ora eravamo in controllo del gioco, dal 70’ in poi però abbiamo sbagliato tutto quello che si poteva sbagliare in un campo di calcio e onestamente potevamo prendere anche 10 gol. Sarebbe stato peggio se quegli errori li avessimo fatti in più partite perdendole tutte di misura, invece abbiamo avuto modo di analizzarli e lavorarci su.
Da lì in avanti è scattata la scintilla.
È sempre successo di sentirle veramente mie le squadre dopo mesi di lavoro. Stavolta è stato diverso perché è successo molto in fretta, quasi un colpo di fulmine. Ho visto una crescita che in altre squadre non avevo visto. Ha contato molto la voglia di rivalsa di questi giocatori. Gente di qualità che era stata criticata e additata di non essere all’altezza della categoria. Dentro di loro avevano rabbia positiva e si sono messi a disposizione al mille per mille.
A che percentuale di crescita è arrivato oggi il S.Agata?
Stiamo crescendo tanto a livello fisico e tattico. La sosta ci è servita parecchio, ma credo che ancora siamo al 80% del nostro potenziale. Fino a fine aprile credo possiamo ancora crescere tanto.

Intanto, dopo una settimana di lavoro ad alta intensità, con doppie sedute quotidiane, e due giorni di riposo, mister Giampà ha ritrovato ieri i propri giocatori. Prevista per questa settimana la fase di scarico a livello atletico e la preparazione alla gara di domenica contro la Gelbison.
La squadra ha salutato l’attaccante Domenico Mistretta, che era arrivato a Sant’Agata lo scorso dicembre, totalizzando una solo rete, decisiva nella vittoria contro il Santa Maria Cilento lo scorso 31 gennaio. Il giocatore, classe 1997, ha fatto ritorno tra le file del Marina di Ragusa. Al gruppo santagatese si è quindi aggregato da qualche giorno il giovane Vittorio Bongiovanni, attaccante classe 2002, proveniente dall’Acireale.

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