Sabato, 23 Ottobre 2021
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IL PROGETTO

Messina, l'Università accoglierà due rifugiati per completare gli studi

Entrambi i ragazzi, che arrivano a Messina grazie al lavoro ed al sostegno del CEMI – Centro per la Migrazione, l’Integrazione sociale e la comunicazione interculturale dell’Ateneo peloritano, sono di origine eritrea e vengono dall’Etiopia

Sono giunti in Italia, all’Aeroporto di Fiumicino, 37 dei 45 rifugiati destinatari di borse di studio che proseguiranno il loro percorso accademico in 23 atenei italiani, grazie al Progetto UNICORE – University Corridors for Refugees. Gli altri 8 giovani arriveranno nei prossimi giorni.

Fra le Università che hanno aderito al Programma c’è anche quella di Messina, pronta ad accogliere 2 studenti beneficiari: Dawit Afeworki Kifle, idoneo all’immatricolazione al CdL magistrale in “Business Consulting and Management” (curriculum in International Management) e Ahmed Ali Mohammed, idoneo all’immatricolazione al CdL in  “Geophysical Sciences For Seismic Risk”. Entrambi i ragazzi, che arrivano a Messina grazie al lavoro ed al sostegno del CEMI – Centro per la Migrazione, l’Integrazione sociale e la comunicazione interculturale dell’Ateneo peloritano, sono di origine eritrea e vengono dall’Etiopia (dove si trovavano con lo status di rifugiati).

Il progetto, iniziato nel 2019, ha fino ad ora visto la partecipazione di 28 università che collettivamente hanno messo a disposizione negli ultimi tre anni oltre 70 borse di studio. La selezione degli studenti, svolta dai singoli atenei, si è basata sul merito accademico e la motivazione.  I vincitori sono rifugiati provenienti da Eritrea, Somalia, Sudan, Sud Sudan e Repubblica Democratica del Congo.

Grazie ai partner del progetto, tra cui il Ministero degli Affari Esteri e della Cooperazione Internazionale, Caritas Italiana, Diaconia Valdese,il Centro Astalli, Gandhi Charity, ed un’ampia rete di partner locali, gli studenti riceveranno un sostegno adeguato per portare a termine gli studi ed integrarsi nella vita accademica e sociale.

Gli studenti inizieranno oggi il periodo di quarantena reso obbligatorio dall’emergenza Covid-19, dopo il quale potranno avviare il loro percorso universitario presso gli atenei su tutto il territorio italiano.

“La crescita di questo programma dalla sua fase pilota con sei studenti ai 45 di oggi rappresenta un risultato molto importante”, ha dichiarato Chiara Cardoletti, Rappresentante dell’UNHCR per l’Italia, la Santa Sede e San Marino. “I rifugiati hanno bisogno non solo di ricostruire la loro vita in sicurezza e dignità, ma anche di poter esprimere al meglio le loro capacità e competenze per progettare un futuro prosperoso per se stessi e per le comunità che li accolgono”.

L’iscrizione dei rifugiati all’istruzione superiore a livello globale è del 5%, rispetto ad una media del 38% – un dato drammatico che testimonia ancora una volta la necessità di lavorare per rimuovere le barriere di accesso all’istruzione.

Entro il 2030 l’UNHCR si pone l’obiettivo di raggiungere un tasso di iscrizione del 15% a programmi di istruzione superiore per i rifugiati in paesi d’accoglienza e paesi terzi, anche attraverso l’ampliamento di vie di accesso sicure come i corridoi universitari.

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