Venerdì, 06 Dicembre 2019
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BIOSONAR DOLPHIN TERAPY

Alessandro, Francesca e i delfini: i messinesi sperimentano una terapia che aiuta chi soffre

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Quando la nuca e la schiena di Lara sono state adagiate la prima volta sulla larga fronte del delfino, lei con tutto il suo corpicino di bambina di 7 anni avvolto nella tutina rosa da sub, ha incominciato a sentire, modulato e poi rimodulato, ad intervalli, il richiamo sonar di un cetaceo addestrato. Nel delfinario di Dubai Lara si è goduta quella sequenza di vibrazioni che incantava gli antichi al punto da indurli a credere che il delfino fosse un messaggero divino, capace di percorrere con le sue onde sonore, ogni vastità del mare. Le sue guance si sono distese, come quando a scuola la maestra le fa sentire la musica e il canto di altri bambini e le oscillazioni della sua testa si fanno più languide spianando gli spigoli dei movimenti più tormentosi, e Lara si fa sognante.

Così, distesa sul delfino, i suoi occhi azzurri hanno levato al cielo sguardi di gioia. È durato una mezz'ora, tra 15 e 20 vibrazioni, il primo trattamento di "Biosonar Dolphin Therapy" di Lara Pisani, condiviso dal suo papà Alessandro, responsabile di chirurgia vertebrale all'Istituto ortopedico di Ganzirri, affiancato dalla fisioterapista Francesca Mangraviti, anche lei messinese, con studio a Rometta. Un po' tutti loro si sono sentiti attraversati da sensazioni rare.

Quelle che si provano quando un alito di cambiamento soffia negli sguardi di chi non avrà mai una vita normale. E quando si ricercano tutti i piccoli-grandi benefici possibili, farmaci a parte, ogni trattamento che scardini qualcuno di quei limiti che come muri imprigionano la vita in carrozzella di una bambina.

Lara Pisani è affetta da un grave ritardo psico-motorio su base genetica, con epilessia farmacoresistente. Non è l'unica piccola paziente della "Biosonar Dolphin Therapy". Accanto a lei, per una settimana, a Dubai, c'era una bambina rumena di 11 anni, affetta da microcefalia con spasticità. Il trattamento delle due bambine è al centro di un progetto di ricerca scientifica ideato a Messina, e che si avvale dello studio multidisciplinare Vertebral, e della sinergia con il delfinario arabo. È stata siglata, infatti, con l'Healthcare City di Dubai, una convenzione in base alla quale la dott. Mangraviti è stata nominata referente unica per la "Biosonar Dolphin Therapy". È iniziata così un'esperienza non nuova nel mondo ma rara, anche perché comporta costi alquanto elevati (250 euro a seduta) per i servizi richiesti a un delfinario che viene così sottratto all'impiego turistico.

L'articolo completo sulla Gazzetta del Sud in edicola, edizione di Messina

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