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L'ALLARME

A Taormina il convegno sulle malattie infettive: "Vaccinazioni in Sicilia sotto il livello di guardia"

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"Le coperture medie nazionali delle vaccinazioni che ci proteggono dalle malattie infettive prevenibili con i vaccini sono in Italia ed in Sicilia sotto le soglie raccomandate dall'Organizzazione Mondiale della Sanità (OMS), cioè sotto il 95%". Lo ha evidenziato il dott. Giovanni Puglisi, direttore dell'Uoc Sanità Pubblica, Epidemiologia e Prevenzione e nuovo presidente della Società Scientifica di Igiene SitI Sicilia, che ha trattato il tema “Emergenza Morbillo in Sicilia: coperture vaccinali” in un recente convegno a Taormina nel quale la Scuola di Igiene Messinese ha incontrato le accademie di sanità pubblica (evento con il coordinamento scientifico del prof. Raffaele Squeri, responsabile dell'unità complessa Igiene Ospedaliera-Università di Messina).

"L'abbassamento della soglia – ha spiegato Puglisi – determina l'aumento del rischio della ricomparsa di malattie infettive che erano sotto controllo (come Morbillo, Parotite, Rosolia, Varicella, Poliomielite, Tetano, Pertosse, Difterite, Haemophilus influenzae b, Epatite B, Meningococco), comportando anche la diminuzione della immunità di popolazione che serve a proteggere soprattutto coloro che per motivi di salute non possono essere vaccinati. L'aumento del rischio di vedere ricomparire queste malattie ha determinato la scelta di rendere obbligatoria la vaccinazione per 10 malattie infettive". Una scelta che ha avuto subito riscontri: "Il monitoraggio mensile delle vaccinazioni ci fa vedere un trend in salita delle coperture vaccinali, ma si attesta ancora sotto il limite minimo di sicurezza immunologica (95%). Le coperture vaccinali sono più basse nelle grandi ASP (Palermo, Catania e Messina)". Puglisi ha sottolineato "l'insufficiente dotazione organica del personale medico, sanitario, amministrativo e tecnico dei Servizi di Epidemiologia e dei Centri e Ambulatori vaccinali rispetto al numero di abitanti (nell'Asp di Messina per 650.000 abitanti vi sono solo 18 ambulatori vaccinali – uno per ogni 14-18 comuni, 20 medici e 15 infermieri)".

Secondo il prof. Walter Ricciardi, rappresentante dell'Italia nell'Organizzazione Mondiale della Sanità per il triennio 2017-2020 (professore ordinario di Igiene e Medicina Preventiva all'Università Cattolica del Sacro Cuore), "siamo di fronte ad una sfida eccezionale, di fondamentale importanza": "In Commissione europea stiamo pianificando il budget europeo per la ricerca 2021-2026. A fronte di una richiesta di 70 miliardi da parte della Commissione, il Parlamento ha addirittura raddoppiato questa somma a 120 miliardi di euro".

Altro intervento di rilievo è stato quello del prof. Gaetano Maria Fara, professore Emerito di Igiene, Sapienza Università di Roma (già Ordinario di Igiene Università di Milano. Molto chiara è la posizione, in particolare, del prof. Frara sulle vaccinazioni e sul problema dello scetticismo. "Senza i vaccini milioni di bambini sarebbero già morti. Il pericolo di autismo in caso di vaccinazione è una vecchia frottola, inventata da un medico inglese cacciato dall'Ordine dei medici".

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