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Perché il Pd è un partito spaccato? Il messinese Calogero Leanza: "A qualcuno fa comodo che sia così"

A tu per tu con il giovane deputato regionale democratico che spiega «Anche in città c’è chi pensa alla collettività e chi ai propri interessi. De Luca-Schifani? Il rischio è che sembri un gioco di palazzo»

Calogero Leanza (Pd)

Il Pd siciliano è alle prese con una fase pre-congressuale piuttosto turbolenta. Il congresso messinese, invece, si è concluso con una profonda spaccatura. Calogero Leanza, unico deputato messinese del Pd, che sta succedendo?
«Sta succedendo che c’è un dibattito interno che ha come esito un confronto più o meno acceso. È un tema sia politico, sia di visioni diverse ed è un bene che sia così. Certo, quando si discute anche su punti importanti come le regole di un congresso, vedi la questione delle primarie, allora bisogna capire quali sono le intenzioni di chi alimenta queste discussioni. Io credo che dobbiamo far di tutto per evitare di mostrarci litigiosi, alla gente che ci guarda interessa la concretezza».
Però all’esterno è proprio così che apparite: litigiosi.
«È vero, non lo nego, ma io per natura e per il mio modo di concepire la politica, cerco sempre di mediare. Ma alcune cose fanno perdere la pazienza anche ad una persone come me».
Ad esempio?
«Ad esempio l’essere sbattuto sui giornali come colui che non paga il contributo al partito, quando non è affatto così. Mi chiedo perché si arrivi ad utilizzare questi strumenti, far scrivere che sono stato messo in mora. A parte che nessuno mi ha messo in mora, ci sono metodi di pagamento annuali e quindi è chiaro che hanno voluto vedere e far vedere solo quelli che conveniva vedere e far vedere».

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