Martedì, 29 Novembre 2022
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Messina, Giunta dice ancora no. Il candidato del centrosinistra uscirà dal M5S

Messina, Politica
Grazia D'Angelo, Francesco D'Uva, Valentina Zafarana e Gaetano Giunta

Le certezze, sempre che possano essere definite tali, all’interno del Centrosinistra messinese sono due. La prima: Gaetano Giunta si tira fuori, definitivamente, da una partita in cui molti avrebbero voluto coinvolgerlo, come “mister” della squadra che scenderà in campo per Palazzo Zanca, ma che lui non ha mai voluto giocare, in coerenza con quanto deciso negli ultimi due decenni. La seconda: il nome del candidato sindaco dovrebbe uscire, in riferimento anche all’evoluzione degli scenari politici regionali (e palermitani), dal “mazzo” del movimento Cinque Stelle. E oggi si saprà se il nome corrisponde a quello della capogruppo all’Ars Valentina Zafarana, chiamata a sciogliere le sue ultime riserve.

Il no di Giunta

«In questi giorni – spiega in una lettera Gaetano Giunta, ex assessore comunale nella Giunta Providenti e ideatore-promotore della benemerita Fondazione di Comunità – si è continuato a fare il mio nome per la candidatura a sindaco della città. Innanzitutto ringrazio ancora per la fiducia che le forze politiche, credo immeritatamente, ripongono nella mia persona. Devo però ribadire che una ipotesi di impegno politico-istituzionale oggi risulterebbe, a mio avviso, incompatibile con le scelte fatte da oltre 20 anni, assieme a sempre più numerosi gruppi, di persone e di organizzazioni. La “follia” dell’esperienza generata in questi lunghi anni è proprio quella di cercare nuovi orizzonti, nuovi paradigmi economico-sociali di tipo relazionale, che nascono da esperienze di condivisione profonda, che guardano agli uomini e alle donne nella loro irriducibile unicità. L’idea è stata ed è quella di sperimentare modelli evoluti di sviluppo umano sostenibile, la continua crescita sui territori di capitale e coesione sociale, la sostenibilità ambientale e la ricostruzione di bellezza come vincoli esterni alla logica perversa e cinica di egoismo economico. Cercare e sperimentare nuovi paradigmi economici che scelgono come testate d’angolo le persone più escluse, le pietre scartate e gettate negli abissi dell’inferno dell’Ospedale psichiatrico giudiziario, negli abissi dell’inferno delle baraccopoli, negli abissi dell’inferno del controllo spietato delle mafie, impone di andare oltre con coraggio quel pensiero unico fondato su ipotesi antropologiche riduzioniste e false, che guardano all’uomo come una macchina razionale, massificata e perfettamente utilitaristica. La credibilità di un percorso nuovo – insiste Giunta –, insieme sognante e concretissimo, non può non fondarsi sulla ricerca continua, competente, attenta, appassionata e sullo “stare dentro”, appunto sulla condivisione radicale, empatica, capace di cambiare le proprie vite. Per questa ragione l’impegno mio e quello della Fondazione non possono essere “di parte”, sono al servizio delle istituzioni, delle parti sociali, dei cittadini, ma con una scelta chiara e non mediabile: l’opzione preferenziale degli ultimi».
Con Giunta definitivamente fuori, resta, dunque, Valentina Zafarana o, in alternativa, altri nomi del M5S (Francesco D’Uva, la sottosegretaria Barbara Floridia, la senatrice Grazia D’Angelo). L’altra opzione è quella offerta dal Pd, con la consigliera comunale Antonella Russo in pole position.

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