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L'INTERVISTA

Messina, Beppe Picciolo: «Penso a una coalizione allargata. Basile? La politica è un’altra cosa»

di
Messina, Politica
Beppe Picciolo

- Partiamo dalle basi: dove si colloca Sicilia Futura?
«Dove si è sempre collocata, al centro. Ha dato un contributo fattivo al governo Musumeci, ma senza alcun ruolo politico, proponendo l’assessore Daniela Baglieri come tecnico».
- Ma ora ci sono le elezioni e lì la collocazione dovrà essere più pecisa.
«Noi continuiamo ad avere un dialogo privilegiato con l’area di centro del Governo. E quindi Udc, Forza Italia, con lo stesso Musumeci, ma anche con Lombardo».
- Ora però c’è un problema. Musumeci si autocandidato e Miccichè sostanzialmente pure. Come si fa?
«Se non si trova una quadra, non si va da nessuna parte. Credo sempre che i ragionamenti vadano risolti a livello politico, senza liti che poi lasciano inevitabili strascichi. Guardando a tutte le alternative possibili».
- Ad esempio?
«Ad esempio il campo largo, o vogliamo chiamarlo modello Draghi, modello Ursula. Può essere una soluzione, ma vanno chiarite le condizioni di partenza. Su una cosa ha ragione Musumeci, non si possono servire due padroni. Né le candidature si possono fare sui giornali. Musumeci, Miccichè Minardo... sono tutti candidati?».
- Avere tanti candidati è un po’ come non averne nessuno.
«Giusto. E il rischio è che alla fine l’elettore guardi altrove. Quanto avvenuto nel 2012, quando vinse il mio amico Crocetta, dovrebbe essere da monito per il centrodestra».
- Quindi è d’accordo con Schifani.
«Sono d’accordo con chi vuole mediare una soluzione politica. C’è chi si lamenta del passato rimproverando al governo comportamenti poco politici, ma bisogna guardare al futuro. Il primo step è inevitabilmente Palermo, ci vuole chiarezza perché il modello che verrà individuato nel capoluogo ci porterà alle regionali. Se invece ci sarà un liberi tutti a Palermo, allora ci sarà un liberi tutti ovunque».
- C’è Palermo, ma anche Messina. Se lo aspettava che alla fine De Luca si sarebbe dimesso davvero?
«Quando ho visto il programma del 14 febbraio ho capito che stavolta faceva sul serio. Ma sia chiaro, nessuno gli ha mai chiesto di dimettersi. Anzi, su tutti i provvedimenti chiave Sicilia Futura è stata favorevole. Il resto sono chiacchiere da bar, un consiglio comunale più allineato di questo non c’è mai stato. La sua è stata una valutazione che guarda più ad ambizioni personali, che alla città».
- E di Federico Basile candidato che pensa? Lei lo conosce bene...
«È un caro amico, un ottimo professionista. Ma la politica è altro, le scelte politiche si condividono, non si comunicano. Al di là dei suoi meriti, le valutazioni vanno rimandate all’alveo della politica. L’amicizia è un’altra cosa e rimane. Certo non posso dire la stessa cosa di De Luca, il quale non si è rivelato un amico. Voglio ricordargli, però, che la sua militanza politica è più antica della mia, il dinosauro della politica è lui, non io».

Leggi l'articolo completo sull'edizione cartacea di Gazzetta del Sud - Messina

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