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PALAZZO ZANCA

Messina, assestamento di bilancio: a vuoto tre sedute del Consiglio comunale

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Solo 11 i consiglieri presenti al momento del voto: il numero legale è caduto. Prossima riunione il 23 agosto, ma si rischia il commissariamento per questo atto

Si è concluso con un nulla di fatto la maratona in Consiglio comunale per l’approvazione della salvaguardia e assestamento di bilancio. Dopo tre sedute, stamattina, al momento del voto erano presenti solo 11 consiglieri (il minimo era 13 e a inizio seduta erano in 16 ). Il numero legale è caduto e tutti in vacanza fino al 23 agosto.

La norma ad oggi prevede che questo momento di verifica dei conti comunali debba essere verificato entro il 31 luglio. Palazzo Zanca è dunque in ritardo e per questo, in estrema ipotesi, potrebbe scattare il commissariamento del consiglio per questo atto. Nel frattempo è scattata la gestione provvisoria che ingessa le attività dell’ente. A dare qualche margine di speranza potrebbe arrivare la proroga dei termini, proposta al Governo nei giorni scorsi, e che potrebbe essere ufficializzata lunedì.
Intanto monta la polemica politica. Da una parte l’opposizione chiede certezze sui conti e sulle spese dei primi sette mesi dell’anno di Messina Servizi, dall’altro c’è la reazione dei consiglieri più vicini al sindaco: "Oggi in consiglio comunale - scrive Nello Pergolizzi - si è scritta un’ulteriore pagina negativa per la nostra città. Nonostante i pareri positivi rilasciati in calce alla delibera a firma del Ragioniere Generale, dei Revisori dei Conti e dal Segretario Generale durante la trattazione della delibera nella giornata di ieri, per due sedute consecutive, il numero dei presenti non è stato sufficiente a garantire il numero legale. Faccio presente che tale scelta, chiaramente politica, erano assenti tutti i consiglieri del gruppo del Pd e uno solo presente del gruppo 5 Stelle, creerà danni irreversibili e il commissariamento del Consiglio. Inoltre, apprendo che il Presidente del Consiglio ha deciso di convocare una seduta di consiglio per giorno 23 agosto al fine di trattare la delibera in questione, senza aver condiviso tale scelta con i capigruppo. Valuteremo nelle prossime ore se richiedere la convocazione di un Consiglio urgente, secondo quanto previsto dal vigente regolamento del Consiglio Comunale".

La reazione del vice sindaco Previti: dimettetevi tutti

"La censurabile abitudine del Consiglio comunale di sciogliersi per mancanza del numero legale si è rinnovata anche stamane, e ciò nonostante al punto all'ordine del giorno vi fosse l’approvazione della delibera di verifica degli equilibri di bilancio la cui scadenza è prevista per legge al 31 luglio. Quindi un obbligo di legge e un dovere verso la città. A tale manovra era agganciato l’assestamento generale di bilancio che prevedeva anche una variazione finanziaria per estendere il progetto sperimentale l’Estate Addosso ad altri 300 giovani (oltre i 650 che erano entrati inizialmente con i fondi del Pon metro)", ha dichiarato il vice sindaco Carlotta Previti dopo la caduta del numero legale in Consiglio Comunale e le tre sedute andate a vuoto.
"Avevamo fatto uno sforzo enorme per reperire fondi di bilancio e includere tutti coloro che avevano fatto domanda. 300 ragazzi che fremevano per poter fare le visite mediche e la formazione. 300 ragazzi che ogni giorno attendevano di essere convocati con la paura di non essere rientrati fra gli ammessi. 300 famiglie che aspettavano la convocazione per i loro figli. A questi 300 ragazzi dovremmo dire che non vivranno l’emozione della loro prima esperienza lavorativa perché il consiglio comunale, senza alcuna motivazione tecnica ma solo per una becera opposizione a questa amministrazione, ha fatto cadere per l’ennesima volta il numero legale. Le loro inutili e surreali manovre politiche contro questa amministrazione non hanno alla fine danneggiato il Sindaco De Luca, ma hanno raggiunto l’unico effetto di spegnere l’entusiasmo a 300 ragazzi. Disilludere, tradire i sogni di 300 ragazzi a cui è stata promessa l’autonomia, l’indipendenza la possibilità di dare un contributo concreto alle proprie famiglie".

Un duro attacco della Previti: "Non continuate a giocare sulla pelle dei nostri giovani che così non potranno mai avere alcun interesse per i politicanti autoreferenziali. Piuttosto dimettetevi in massa tutti. Se non riuscite a creare una alternativa valida. Non scappate, non abbandonate l’aula. I nostri ragazzi si aspettano fatti e non fughe. Non scappate. Abbiamo fatto uscire il comune di Messina dal dissesto economico, Messina ha una legge speciale per il risanamento, abbiamo fatto arrivare un miliardo di finanziamenti per opere pubbliche, abbiamo lavorato senza sosta perché mille ragazzi uscissero dall’apatia indotta da un anno di confinamento a casa per l’emergenza sanitaria. Ma voi, abbandonando l’aula, non fate altro che far scappare i giovani da questa terra. Stanno tornando i politici che hanno massacrato per anni Messina con la scusa che ora c’è un sindaco che urta la loro sensibilità o forse i loro interessi. La vecchia politica e le lobby stanno tornando a galla. Dopo anni ‘in sonno’ oggi si svegliano per contrastare l’amministrazione De Luca, perché Cateno De Luca è maleducato e sboccato. Si prendono meriti che non hanno. I motivi sono altri. Ma quello che non accetto è che per i loro interessi lo si faccia sulla pelle dei nostri ragazzi. Non ve lo consentiremo mai. Oggi partirà la comunicazione all’Assessorato Enti Locali per chiedere la nomina urgente di un Commissario ad acta - ha aggiunto il vice sindaco - che si sostituisca a questo Consiglio inadempiente agli obblighi di legge con il consequenziale scioglimento dello stesso. Pardon, non si arriverà allo scioglimento perché alla fine il consiglio comunale approverà a fine agosto questa delibera per evitare di perdere lo stipendio e la poltrona, ma nel frattempo l’ulteriore danno irreversibile alla città e ai nostri giovani è stato fatto. Impoverire le anime, defraudare i sogni, incarcerare le speranze ai ragazzi affamati di vita sono responsabilità che dovrete assumerVi e di cui dovrete rispondere".

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