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FASE 3

Rimborso di utenze e affitti a Messina, l'assessore Previti risponde alle critiche

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Carlotta Previti

"No" senza appello alle critiche strumentali. È la presa di posizione dell'assessore messinese Carlotta Previti in merito alle misure di sostegno al reddito, con specifico riferimento al cosiddetto “contributo utenze e canoni di affitto”, ed in particolare al conseguente obbligo dei beneficiari di produzione delle fatture con relativa ricevuta di pagamento per il rimborso alternativo al versamento anticipato e diretto.

“Il controllo della regolarità della spesa e dell’andamento dei flussi finanziari, vale a dire l’attività di rendicontazione e di monitoraggio, è una delle pre-condizioni per l’erogazione di ogni finanziamento pubblico", spiega Previti precisando quanto segue:

• in base all’art. 2 del D.P.R. n. 22 del 5 febbraio 2018 affinché una spesa possa essere ritenuta ammissibile la stessa dovrà essere:
• pertinente, certa ed imputabile ad un’operazione;
• effettivamente sostenuta dal beneficiario e comprovata da fatture quietanzate o giustificata da documenti contabili aventi valore probatorio;
• sostenuta da un beneficiario e pagata nel periodo di eleggibilità delle spese;
• tracciabile ovvero verificabile attraverso una corretta e completa tenuta della documentazione al fine di assicurare, con riferimento alla spesa, l’esistenza di un’adeguata pista di controllo;
• contabilizzata.

"Il Comune di Messina, in qualità̀ di capofila di progetto del Distretto Socio Sanitario 6.3 e Organismo Intermedio del PON METRO, è responsabile delle attività̀ di vigilanza, verifica, coordinamento e rendicontazione nei confronti dell’ADG – Autorità̀ di Gestione di Progetto - continua l'assessore - In particolare, il Comune Capofila è tenuto alla corretta gestione degli oneri finanziari delle risorse assegnate e della predisposizione, della raccolta e della corretta conservazione della documentazione amministrativa e contabile al fine di registrare, in forma puntuale e completa, le relative piste di controllo garantendone la rintracciabilità, funzionale ai necessari controlli, per un periodo di cinque anni successivi alla conclusione del progetto, e comunque nel rispetto dei vincoli stabiliti dall’art. 140 del Reg. (UE) 1303/2013 e dalla normativa nazionale".

"La gestione di tutte le domande di rimborso deve essere quindi finalizzata ad una corretta rendicontazione di tutti i costi diretti e indiretti allegando la documentazione necessaria a comprovare le spese e le attività realizzate in relazione all’operazione ammessa a finanziamento, garantendo il mantenimento di un sistema di contabilità separata e una codificazione contabile adeguata per tutte le relative transazioni - aggiunge l'assessore messinese - Tutto quanto sopra descritto e considerato appare di palmare evidenza come l’erogazione diretta di contributi nei confronti dei soggetti aventi diritto risulta in contrasto con le disposizioni normative in materia di contributi pubblici siano essi di fonte comunale, regionale, nazionale o europea. Qualsiasi altra interpretazioni risulta priva di alcun fondamento se non formulata per mere finalità demagogiche e fuorvianti determinanti aspettative nei confronti dei più bisognosi".

"Questa Amministrazione ha posto in essere, durante tutto il periodo emergenziale, ogni possibile azione a tutela dei più deboli varando uno Piano straordinario di sostegno economico per 40 Milioni di € riprogrammando, in pochi giorni, risorse finanziarie ancora non gravate da obbligazioni giuridicamente vincolanti - conclude Previti - Qualsiasi altra affermazione o posizione politica contraria a quanto sopra ricostruito – conclude l’Assessore Previti – appare solo strumentale e foriera di politiche economico finanziarie contrarie alle regole di contabilità pubblica poiché il versamento in denaro anticipato e diretto rappresentando una spesa non rendicontabile esporrebbe l’Amministrazione ad un aggravamento della situazione debitoria complessiva fuori bilancio”.

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