Sabato, 07 Dicembre 2019
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TRASPORTI

Caso Atm a Messina, s'infiamma il dibattito politico: il Pd chiede una seduta straordinaria

Torna tutto in ballo. La messa in liquidazione dell'Atm, la cui procedura è stata avviata nelle scorse settimane e il futuro della nuova azienda trasporti costituita dall'amministrazione comunale. Dopo che palazzo Zanca ha avuto ragione sulla vicenda del contributo per il chilometraggio di bus e tram e la Regione è stata condannata a pagare 10 milioni al comune di Messina, il dibattito politico s'infiamma e viene chiesta una seduta straordinaria per rivedere l'intero iter fin qui condotto dalla giunta De Luca.

A richiedere con urgenza la seduta sono i consiglieri comunali del Pd, Felice Calabrò, Antonella Russo, Libero Gioveni e Gaetano Gennaro affinchè l'Amminstrazione comunale e i commissari liquidatori  "riferiscano all’Aula in merito alle conseguenze che tale pronunciamento giudiziario riverbera sul mantenimento delle condizioni economiche e amministrative che avevano condotto alla iniziale proposta di messa in liquidazione dell’Atm di Messina".

Sul tema interviene il movimento "Percorso Comune" che rivendica la piena legittimità delle azioni condotte dalla precedente amministrazione. "Il verdetto del Tribunale di Messina che ha condannato la Regione Siciliana a corrispondere ad Atm e al Comune 10 milioni più gli interessi, sancisce definitivamente la corretta gestione Cacciola – Foti che ha portato l’Atm da un’azienda decotta ad una società che gestisce in modo efficace un servizio di trasporto pubblico - si legge nel documento -. Il percorso è stato difficile, irto di insidie e costellato di tanti sacrifici, sia da parte dei lavoratori che da parte della gestione, oculata e competente, a testimonianza che quando si ha come obiettivo il servizio ai cittadini qualunque sacrificio prima o poi è premiato dai risultati. Il resto è solo fango che ritorna su chi lo ha sparso".

"Considerato che i bilanci negli anni 2013/2016 della gestione Foti-Cacciola sono stati esitati in pareggio, l’importo suddetto e quello dovuto per gli anni successivi costituiscono certamente un utile - si legge nella parte finale del documento - .Ci si aspetta ora che la deputazione messinese voglia intimare alla Regione di corrispondere quanto dovuto anche per gli anni successivi al 2016, per immettere liquidità nell'azienda ed evitare situazioni di emergenza".

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