Giovedì, 25 Aprile 2019
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IL CASO

Messina, affidamento dello stadio al palo: "Il Comune chiarisca le sue intenzioni"

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Che fine ha fatto il bando per l’affidamento pluriennale dello stadio Franco Scoglio di Messina? A chiederselo non sono solo i tifosi del Messina, che attendono da mesi un atto amministrativo che il sindaco Cateno De Luca, periodicamente, annuncia come imminente, “tra quindici giorni”, ma anche il consigliere comunale di LiberaMe Massimo Rizzo, che della questione si è occupato direttamente. E oggi rivolge un nuovo appello al sindaco.

“Era il 7 febbraio - esordisce Rizzo - quando, preso atto della volontà del presidente Sciotto di passare la mano, sollecitai il sindaco a promuovere un incontro con la proprietà affinché, come è giusto che fosse, il primo cittadino assumesse le redini della situazione. Il sindaco rispose celermente al mio appello e promise che a breve sarebbe stato m pubblicato il bando per la gestione degli impianti sportivi, e dello stadio F. Scoglio in particolare”.

La convinzione infatti era ed è che “l’unica speranza affinché possa svilupparsi un’azienda calcistica è la predisposizione delle condizioni amministrative che consentano ad un imprenditore di programmare negli anni un investimento, consentendogli altresì di razionalizzare le spese attraverso la gestione dell’impianto sportivo. Peraltro, è l’unica soluzione (in considerazione della cronica carenza di risorse pubbliche) per evitare che le strutture siano abbandonate al loro triste destino.
Potremmo dire che l’affidamento dello stadio è una condizione necessaria, anche se non sufficiente”.

Sebbene tempi burocratici e tempi sportivi difficilmente vadano di pari passo, “la pubblicazione del bando - continua Rizzo - avrebbe potuto (almeno potenzialmente) attirare imprenditori per pianificare gli investimenti. Richiesto, ho fornito il mio contributo (unitamente a qualche altro consigliere comunale) suggerendo alcuno aspetti che, in virtù della mia modesta esperienza, avrebbero potuto essere utili per attirare investitori. Qui è finito il mio compito di consigliere comunale, che ovviamente non ha funzioni gestionali ed è chiamato a suggerire, proporre, controllare. Oggi, però, non posso tacere e condivido le preoccupazione della tifoseria (alla quale mi iscrivo d’ufficio in ragione di una militanza ultra trentennale) e della comunità sportiva, in quanto sulla pubblicazione del bando è calato un silenzio assordante. Sono perfettamente consapevole delle difficoltà tecniche (peraltro gli uffici preposti godono della mia massima stima) ma sarebbe opportuno che l’amministrazione chiarisse se, tra le sue priorità, rientra l’affidamento degli stadi”.

Da qui l’ulteriore appello del consigliere: “Senza gestione dello stadio, una società calcistica non può andare oltre il livello amatoriale e dilettantistico. Lo insegnano, piaccia o meno, le regole del calcio moderno e, a livello locale, la storia degli ultimi dieci anni.Il calcio è passione ma anche volano per l’economia. La stagione agonistica volge al termine ed è necessario programmare il futuro. Chiedo quindi a tutti i soggetti istituzionali coinvolti, uno sforzo per rilanciare l’azione amministrativa e non frustrare le legittime aspettative di un’intera comunità”.

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