Sabato, 19 Ottobre 2019
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LA VERTENZA

Città Metropolitana di Messina, De Luca mette in ferie d'ufficio 700 dipendenti: sindacati in allerta

In ferie, d'ufficio, oltre 700 dipendenti della Città Metropolitana. Dopo l'annuncio di “chiudere” l'ente, Cateno De Luca, affila le armi e lancia segnali inequivocabili della propria volontà di non cedere più ai prelievi forzosi statali e alle incertezze regionali.

La decisione al termine dell'incontro di stamattina a Palazzo dei leoni tra lo stesso sindaco, il commissario straordinario con i poteri del Consiglio Filippo Ribaudo, il segretario generale Maria Angela Caponetti, i revisori dei conti Vincenzo Calogero Catalano, Luigi Tricoli ed Aldo Giuseppe Cinà, il responsabile dell'ufficio finanziario Massimo Ranieri, finalizzato a perfezionare ulteriori azioni di protesta.

Il provvedimento sarà esecutivo a decorrere dal prossimo 11 febbraio ed esenta poco più di 140 dipendenti che resteranno in servizio. Questi garantiranno i servizi essenziali quali la Protezione Civile e parte della Polizia metropolitana.

Si tratta di una situazione paradossale – ha dichiarato il sindaco metropolitano De Luca – determinata dal meccanismo diabolico del prelievo forzoso attuato per contribuire al risanamento del debito pubblico ed in cui l'esclusivo creditore è lo Stato. Oggi ci ritroviamo uno squilibrio di 12 milioni di euro per l'anno 2018 che rischia di far saltare circa 300 milioni di euro di investimenti.

Non dimentichiamo che la Città Metropolitana non è soltanto il soggetto attuatore del Masterplan a titolarità dei vari Comuni della provincia ma è anche il soggetto principale dei progetti di propria titolarità. Qualora la situazione dovesse perdurare il passo conclusivo e inevitabile sarà quello della dichiarazione di dissesto, atto che verrà concretizzato entro il mese di febbraio”.

La Cisl intanto "auspica l’immediata individuazione di iniziative che coinvolgano il Governo Centrale ed il Parlamento, la Regione Siciliana e l’Assemblea Regionale Siciliana, affinché vengano adottate norme con carattere di grave urgenza, che consentano il recupero delle risorse necessarie per l’eliminazione definitiva del paventato dissesto finanziario dell’ente".

"La presente organizzazione sindacale - si legge in una nota - non è disponibile a condividere il contenuto dell’atto di indirizzo a firma del sindaco metropolitano poiché lo stesso, di fatto, limita la continuità dell’attività lavorativa quotidiana e fomenta, di fatto, nella coscienza dell’opinione pubblica, il fondamento, palesemente errato, che il personale della Città Metropolitana, sia corresponsabile della situazione venutasi a creare.

Si ribadisce comunque la piena disponibilità nei giorni compresi fra oggi ed il termine dell’undici febbraio, fissato nel predetto atto di indirizzo, ad individuare, di comune accordo, tutte le iniziative atte alla salvaguardia dei servizi, dei posti di lavoro, e delle programmazioni economico finanziarie relative ai diversi assi di finanziamento di opere pubbliche progettate".

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