Giovedì, 20 Settembre 2018
MESSINA

In sette per una fascia

di
campagna elettorale, messina, palazzo zanca, sindaci, Messina, Politica
Nomine dirigenziali, atti illegittimi?

Oggi si chiude la campagna elettorale per le amministrative di domenica. Una campagna aspra, decisamente sopra le righe in cui gli attacchi personali spesso hanno preso il sopravvento sui programmi dei candidati a sindaco.

Sette contendenti ognuno con il proprio cavallo di battaglia. Con la soluzione ad uno dei tanti problemi della città, dal lavoro, allo sviluppo economico, dal waterfront alla portualità. Ma chissà che poi la differenza non la possano fare temi più immediati come i mercati, il tram o le immancabili isole pedonali che continuano a dividere più sulla collocazione che sulla opportunità di farle.

La rincorsa al voto è passata anche dai comizi in piazza, dai bagni di folla con i leader nazionali agli appuntamenti nei quartieri per analizzare le questioni del territorio. Ma anche in quei casi, in molti casi il leit motiv della campagna elettorale è stato quello di attaccare l’avversario per cercare di guadagnare posizioni. Una corsa al ribasso non a caccia della migliore proposta possibile, ma del corpo a corpo politico ad excludendum.

Magari poi i messinesi sceglieranno anche in base a questa capacità di attaccare l’avversario, ma resta il fatto che la priorità dovrebbe rimanere la proposta amministrativa per una città che ha ancora tanto bisogno di tornare centrale nello scacchiere regionale e nazionale.

Ieri la RTP ha voluto dare il suo contributo alla scelta consapevole dei messinesi, proponendo il consueto confronto finale fra i candidati, un’occasione in cui potersi fare un’idea sui programmi al netto di attacchi, schermaglie, vendette e denunce.

Abbiamo scoperto che c’è anche un modo di confrontarsi sereno, propositivo e costruttivo, quello che forse avremmo gradito potesse essere utilizzato negli ultimi due mesi, dentro e fuori i social dove gli interventi ed i commenti terzi hanno ovviamente reso ancora più aspra la battaglia all’ultimo voto.

Ieri invece, sguardi rilassati, sorrisi e persino passi indietro con tanto di scuse per qualche svista. Chi lo avrebbe mai detto? Persino le scuse, a tre giorni di un voto indecifrabile e che comunque vada farà la differenza.

© Riproduzione riservata

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