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PALAZZO ZANCA

Messina, reddito di cittadinanza in cambio di servizi utili: l'iniziativa del Comune

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Comune di Messina

Il Comune, le sue partecipate, ma anche le aziende di Messina potranno presto “arruolare” i percettori del reddito di cittadinanza. Palazzo Zanca ha pubblicato l'avviso di selezione rivolto a enti pubblici, privati, del terzo settore, piccole e medie imprese, della città, che «vogliano collaborare nella promozione e attuazione di azioni di inclusione sociale, con riferimento alle attività di attuazione di Progetti di utilità collettiva (Puc) cui devono partecipare i nuclei beneficiari del reddito di cittadinanza».

Aziende, fondazioni, istituzioni religiose, oltre a enti pubblici, sono chiamati a presentare la disponibilità di luoghi, attività, iniziative in cui intendono promuovere i Puc a carattere sociale, culturale, formativo, ambientale. Queste attività si svolgeranno all'interno di un progetto di inclusione e formazione che l'ente esterno presenterà al Comune e attraverso il quale potrà avvalersi dell'aiuto dei percettori del Reddito, senza avere alcun onere. Non dovrà pagare loro un stipendio e nemmeno altre somme per le misure complementari. «Il Comune - spiega Alessandra Calafiore, assessore alle Politiche sociali - si prederà cura delle spese per l'Inail, di assicurazione di responsabilità civile e di formazione. Si tratta di progetti che possono anche essere ripetuti nel tempo».

Chi percepisce il reddito di cittadinanza dovrà dare la disponibilità, per almeno 8 ore settimanali (possono diventare 16 ma comunque il minimo è di 32 al mese), nell'ambito del Patto per il lavoro e del Patto per l'inclusione sociale che ha sottoscritto per ricevere il Reddito, a svolgere attività non retribuite in svariati ambiti. Ad organizzare queste attività sono, in primis, i Comuni di residenza che devono realizzare dei progetti che coinvolgano i percettori del reddito, o uno dei membri del nucleo familiare.

La ratio è scontata: in attesa di un impiego, piuttosto che rimanere in casa a non far nulla, chi ottiene questo sussidio restituisce alla comunità servizi. Il Comune è chiamato a gestire sia i percettori nelle proprie liste, sia quelli che ha in “gestione” il Centro per l'impiego che sono quello che hanno una formazione professionale o una esperienza maggiore. In base proprio a attitudini e capacità saranno assegnati ai progetti che saranno presentati a Palazzo Zanca nei prossimi giorni.

«È un bando aperto - aggiunge Calafiore - che non ha scadenza. Abbiamo migliaia di percettori e quindi la lista delle disponibilità di enti o aziende in grado di impiegare queste persone non può chiudersi. Anche il Comune e le partecipate attingeranno a questo bacino per una serie di attività, anche le più semplici, che però possono restituire utilità all'ente e ai percettori stessi che imparano un mestiere».

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