Mercoledì, 13 Novembre 2019
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IRCCS

Centro Neurolesi Bonino Pulejo di Messina, 91 milioni ancora fermi a Palermo

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Che fine hanno fatto quei 91 milioni destinati all’Irccs? La risposta la conoscono solo a Palermo, dove tutto sembra si sia bloccato. Per una città come Messina un investimento superiore ai 90 milioni di euro non è cosa di poco conto, per questo bisognerebbe capire cosa è successo in questi mesi e cosa intende fare il Governo regionale.

Facciamo un passo indietro. Il 2 febbraio 2017 il Centro Neurolesi Bonino Pulejo trasmette al ministero della Salute un’istanza per il finanziamento di alcuni progetti che lo stesso ministro dell’epoca, Beatrice Lorenzin, definisce “all’avanguardia”. Gli interventi proposti riguardano il presidio Piemonte (progetti per 42 milioni 300 mila euro), per la sede Irccs di Casazza (24 milioni 900 mila euro) e per l’Istituto marino di Mortelle (23 milioni 200 mila euro).

Il 21 luglio 2017 - ricostruisce la Gazzetta del Sud in edicola - il Consiglio dei ministri dispone la ripartizione del Fondo e il 25 gennaio 2018 il ministro della Salute firma il decreto, dando il via libera agli interventi di edilizia sanitaria per l’importo complessivo di 91 milioni. Il decreto viene registrato dalla Corte dei Conti il 27 febbraio 2018. Ma qui l’iter si imbatte in un primo ostacolo, che però viene prontamente superato. Alcuni presidenti di Regione (il governatore del Veneto Zaia in testa) contestano il metodo seguito dal Governo e il 13 aprile 2018 la sentenza della Corte Costituzionale, accogliendo il ricorso, ribadisce la necessità che la ripartizione di fondi venga decisa nell’ambito della Conferenza Stato-Regioni. Ed è ciò che avviene esattamente il 31 ottobre 2018, allorché si raggiunge l’intesa e si conferma, con successivo decreto del 21 dicembre, il finanziamento di 91 milioni all’Irccs. A questo punto interviene la Regione siciliana che, prima di dare la controfirma al decreto, chiede di avere un’integrazione alla documentazione ricevuta dal ministero della Salute. Alla richiesta viene data risposta il 15 maggio 2019. Da allora non si è più saputo nulla. Cinque mesi trascorsi invano, in attesa di una firma.

Come verranno utilizzati i fondi? Al Piemonte è previsto il grosso dell’investimento. Vediamo nel dettaglio le voci: padiglione 1, demolizione e realizzazione di un parcheggio multipiano interrato e aree verdi pedonali, costo stimato in 3 milioni 200 mila euro. Padiglione 2, demolizione e realizzazione di degenze specialistiche nell’ambito della riabilitazione e della cura delle dipendenze, 4 milioni. Padiglione 3, adeguamento sismico e realizzazione di degenze, palestra e piscina riabilitativa, 3 milioni 600 mila euro. Padiglione 5, adeguamento sismico e realizzazione di degenze e servizi, 5 milioni 200 mila euro. Padiglione 6, realizzazione di degenze, ambulatori, ampliamento pronto soccorso con osservazione breve intensiva e ambulatori, 3 milioni 800mila euro. Padiglione 7, realizzazione di spogliatoi centralizzati e di servizi, 200 mila euro. Padiglione 9, adeguamento sismico e realizzazione di sala mortuaria e laboratorio di patologia clinica, 800mila euro. Padiglione 10, adeguamento e realizzazione punto centralizzato 118 Seus, 400mila euro. Padiglione 11, demolizione del fabbricato esistente e realizzazione del “Tecnopolo di ricerca”, 18 milioni di euro. Padiglione 12, adeguamento sismico e realizzazione di una sala conferenze (ex aula magna), 900mila euro. Padiglione 15, realizzazione di pronto soccorso psichiatrico, 100mila euro. Padiglione 16, adeguamento sismico e realizzazione del reparto di Psichiatria, 900mila euro.

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