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LA PROCLAMAZIONE

Il Premio "Elio Vittorini" all’unanimità alla messinese Nadia Terranova

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“Trema la notte” precede “Il cercatore di luce” del calabrese Carmine Abate e “Il sangue della montagna” del catanese Massimo Maugeri

"Trema la notte" di Nadia Terranova edito da Einaudi è l’opera vincitrice della XXI edizione del Premio Letterario Nazionale “Elio Vittorini”. La proclamazione ieri sera nella serata conclusiva del Premio da parte del sindaco Francesco Italia, presidente del Premio. La messinese Nadia Terranova racconta un “buco nero” della storia del sud e dell’Italia: il terremoto del 28 dicembre 1908: il più devastante mai avvenuto in Europa che rade al suolo Messina e Reggio Calabria. La commissione giudicatrice, presieduta dal prof. Antonio Di Grado, tenuto conto del voto del Comitato studentesco dei lettori, ha deciso di assegnare il Premio all’unanimità.
«Una ventenne recalcitrante al dominio di un padre, che decide sul suo destino di donna, e un bambino di undici anni, vessato da un amore materno malato, si incrociano per un momento dopo che il terremoto ha raso al suolo Messina – si legge nella motivazione –. Con una scrittura sorvegliata e allo stesso evocativa Nadia Terranova prosegue la sua esplorazione del tema della famiglia intrecciandolo con l’esperienza dei luoghi di cui sa restituire ancora una volta l’anima più profonda».
“Trema la notte” ha prevalso su “Il cercatore di luce” (Mondadori) del calabrese Carmine Abate; e il “Il sangue della montagna” (La nave di Teseo) del catanese Massimo Maugeri.

In un modo o nell’altro tutti i finalisti sono legati allo scrittore siracusano: «Lo scorso anno è uscita per Bompiani un’edizione di “Conversazioni in Sicilia” con un progetto fotografico originale e mi è stato chiesto di curare l’introduzione. Posso dire che quando me lo hanno chiesto mi sono commossa. Questo basta per capire il mio legame: ho letto a 14 anni per la prima volta Conversazione in Sicilia ed è stata una scoperta meravigliosa». «Amo molto Vittorini – aggiunge Massimo Maugeri –, sia come autore che come traduttore e per il ruolo che ha avuto a livello editoriale. Ha fatto grandi cose per la letteratura nazionale: non solo Siracusa ma tutto il Paese deve tanto a Vittorini». «Posso dire che uno dei libri più belli che ho letto da giovane è stato “Conversazioni in Sicilia” – conclude Carmine Abate –. Quel viaggio di ritorno a casa, anche come ricerca di se stessi che è uno dei temi principali di tutta la mia narrativa. Ho già vinto qui a Siracusa nel 2006 e sono sempre contento di ritornare».

Nella serata finale, condotta da Mimmo Contestabile, è stato consegnato anche il Premio per l’Editoria Indipendente intitolato ad Arnaldo Lombardi alla casa editrice Cavallotto di Catania. Tanti i momenti che hanno caratterizzato la tre giorni del Premio: venerdì i finalisti sono saliti sul palco di piazza Minerva per dialogare con i giornalisti Anna Mallamo, Carmelo Maiorca ed Elvira Seminara, che hanno fatto immergere il pubblico nelle ambientazioni e nelle emozioni che hanno guidato i tre autori nei loro lavori. Ad aprire la serata il segretario generale del Premio Aldo Mantineo. Applausi per l’anteprima nazionale del docufilm “Vittorini: Elio è di tutti” del regista siracusano Vittorio Muscia: testimonianze di familiari di Vittorini, tra i quali il figlio Demetrio. In piazza Minerva anche l’omaggio a Giovanni Verga nel centenario della morte: Alessandro Sparacino ha animato uno straordinario Mastro don Gesualdo.

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