Giovedì, 06 Ottobre 2022
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LE TESTIMONIANZE

Messina, gli intellettuali e il Gabinetto di Lettura

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Dopo l’appello del presidente Passalacqua sul pericolo di vendita per i 50mila volumi la solidarietà del mondo della cultura. Gli interventi di Matteo Collura, Mario Bolognari, Sergio Todesco e Melchiorre Briguglio

È il giorno delle testimonianze. Delle prese di posizione. Degli appelli da parte di chi crede ancora nel valore della Cultura e si oppone con tutta la forza delle parole alla vendita in blocco del corpus librario del Gabinetto di Lettura, paventata nei giorni scorsi dal presidente Nicolino Passalacqua per cercare di far fronte ai debiti, che si aggirano sui 500mila euro, dopo un ventennale contenzioso legale sulla titolarità dei locali di via Sacchi che ospitano la struttura.

Il primo a prendere la parola è Matteo Collura, lo scrittore e giornalista agrigentino, redattore culturale del Corriere della Sera per oltre vent’anni, e basta un solo titolo tra i tanti libri che ha scritto, il mirabile “Il maestro di Regalpetra” sulla vita di Leonardo Sciascia: «Non scherziamo, nessuno può vendere, nessuno può comprare i libri del Gabinetto di Lettura, bisogna invece assolutamente trovare il modo di risolvere i contenziosi e sanare i debiti. Io abito a Milano ma mi sento “proprietario” di quei libri di Messina come credo tutti del resto». Collura, tra l’altro nel gennaio del 2012 scrisse un pezzo sul Corriere della Sera proprio a sostegno del Gabinetto di Lettura di Messina, che in quel periodo more solito aveva problemi di gestione dei volumi, molti dei quali erano relegati in scatoloni, e attendeva un trasferimento di sede che però non è mai stato portato a compimento.

Ecco il pensiero di Mario Bolognari, antropologo, docente universitario e già direttore del Dicam, il Dipartimento di civiltà antiche e moderne: «Qualche anno fa avevo proposto all’Università di Messina di rilevare il Gabinetto di Lettura e con esso la biblioteca. Ovviamente l’operazione era vincolata alla quantificazione del debito. Purtroppo, la situazione sembra essersi aggravata, ma l’idea di salvare il patrimonio librario e vincolarlo alla città di Messina continua ad essere valida. Auspico l’intervento di tutte le istituzioni, dall’Ateneo alla Regione e al Comune per evitare che 50.000 libri vengano perduti».

Ecco Sergio Todesco, antropologo, che è stato tra l’altro a Messina direttore della Biblioteca Regionale “G. Longo”: «Quando la burocrazia uccide (o tenta di uccidere) la cultura. A seguito di una vertenza ormai ultrasecolare che ha varcato da tempo i limiti del grottesco, il glorioso Gabinetto di Lettura rischia non solo di non avere una sede stabile per poter continuare la propria benemerita attività, ma addirittura di dover essere costretto ad alienare il proprio prezioso patrimonio librario ed archivistico per far fronte ai “debiti” maturati con il Comune, per quella che viene da questo Ente ritenuta la mancata corresponsione di fitti dovuti. In un paese normale il Gabinetto di Lettura avrebbe già trovato spazi prestigiosi entro cui ospitare le proprie collezioni (in ogni caso sottoposte a tutela e non smembrabili).

In un paese normale al Gabinetto di Lettura verrebbe offerta gratuitamente una sede degna, atta a consentire la prosecuzione di un servizio reso all’intera comunità. Ma questo nostro è un Paese assai provinciale, un piccolo angolo di mondo in cui i libri fanno evidentemente paura. È dunque normale che al buon senso e al buon governo si sostituisca la gretta logica burocratica. Avviene sempre così nelle comunità in cui si va progressivamente smarrendo qualunque sentimento del tempo, qualunque volontà di memoria».

Chiudiamo con il pensiero di Melchiorre Briguglio, ex magistrato e nostro editorialista: «Al di là delle regole del diritto, in senso ideale e quasi morale, i libri di una biblioteca sono insequestrabili. Ci siamo abituati a stare insieme nel silenzio del tempo, interrotto di tanto in tanto. Allontanarli da Messina significherebbe annullare i sacrifici di generazioni, che li hanno scelti e curati come un bene dell’anima. Se Messina consentisse questo ulteriore oltraggio , dopo i tanti del passato, anche il silenzio ci renderebbe complici. Sfogliando i cataloghi e l’elenco dei soci del Gabinetto di Lettura, possiamo andare indietro in tanti anni di storia di questa nostra amata, sventurata città. tutti insieme possiamo impedire un’altra ferita».

6Il Gabinetto di Lettura è “nostro”, dobbiamo salvarlo.

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