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Messina, Federica De Cola in "Molto rumore per nulla": "Recitare nel mio Teatro è meraviglioso" INTERVISTA

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L'intrigante e coraggiosa rilettura di Giampiero Cicciò, il piacere di ritrovare nel cast tanti colleghi e amici, l'orgoglio di una messinesità che si traduce in qualità e talenti

Domani debutta sul palcoscenico del Teatro Vittorio Emanuele l’attesissimo “Molto rumore per nulla”, la celeberrima commedia di William Shakespeare ambientata a Messina e prodotta dal Teatro della città dello Stretto. Lo spettacolo, diretto da Gianpiero Cicciò con eccellente cast di interpreti messinesi, ha tra i suoi protagonisti Federica De Cola, l’apprezzata attrice, ormai affermata in ambito televisivo, cinematografico e teatrale, che ha mosso proprio da questo Teatro i suoi primi passi. L’abbiamo intervistata sull’opera che va in scena domani e su tutto il suo percorso di artista.

Un ritorno il tuo, nel teatro dove sei cresciuta, penso al primo laboratorio teatrale che hai seguito con Donato Castellaneta. Che sensazione hai avuto?
«Il primo giorno in cui sono entrata al Vittorio Emanuele ho provato una fortissima emozione, perché questo Teatro mi ha accompagnato sempre; il primo spettacolo che vidi a tredici anni era il “Re Giovanni ” di Giancarlo Cobelli, uno spettacolo importante, forte, complesso. Dopo pochi anni ho avuto anche la fortuna di lavorare con lui . Questo ritorno in teatro è stato come un ritorno a casa; muovermi in questi corridoi, andare in sala danza dove abbiamo fatto il nostro laboratorio, è stato bellissimo, perché quelli sono stati anni felici per me grazie anche al ricordo di “Pupetto” (Donato Castellaneta) che è stato il mio maestro e, che, anche quando mi sono trasferita a Roma, è stato un punto di riferimento: ho continuato a studiare lavorar con lui, ad incontrarlo… belle le nostre passeggiate al Pantheon! Rientrare qui è stato emozionante, come se non fosse passato mai questo tempo!».

Di Shakespeare avevi già interpretato “Romeo e Giulietta” (per la regia di Karpov) e anche altre opere?
«Si, abbiamo debuttato diretti da Karpov al Cilea di Reggio Calabria, poi al Teatro Vascello di Roma e in tournèe in tutta Italia. Inoltre ho partecipato a delle rivisitazioni di “Otello”, una a Roma al Teatro Eliseo con la regia di Francesco Giuffrè che si chiamava “Hell” e l’altra con Angelo Campolo, la prima versione era “Sogno di una notte ubriaco” con cui abbiamo vinto io e lui il premio Scintille al Festival di Asti nel 2011».

Parlaci del tuo ruolo di Beatrice nella commedia, e della lettura dell’opera fatta dal regista.
«È una lettura insolita quella di Cicciò, che pone accenti importanti non soltanto sulla tragicommedia in generale, ma scavando nell’animo dei personaggi, non fermandosi alla battuta, allo scherno ad esempio tra Beatrice e Benedetto, ma andando in fondo, facendo emergere che dietro la sicurezza, la forza, l’essere ribelle di Beatrice c’è in realtà la protezione di una fragilità e della paura di mettersi a nudo di fronte ad un emozione vera».

Il cast degli attori è messinese e lo è anche la produzione dello spettacolo curata dal Teatro messa in campo dopo un anno di fermo obbligato…
«Lavorare in teatro dopo questa lunga pausa è una cosa che mi fa bene, che mi dà vita, mentre provavo ieri sul palcoscenico respiravo e sentivo che dentro di me insieme all’aria entrava dentro gioia, energia. In particolare è stato interessante conoscere tanti attori messinesi che non avevo mai incontrato, i quali hanno già belle esperienze alle spalle, formatisi all’Accademia Silvio D’Amico o allo Stabile di Genova ; è questo, un gruppo bellissimo. Ho rivisto con grande piacere amici come Adele Tirante con cui non lavoravo da moltissimo tempo o Luca Fiorino con cui ho fatto tanti spettacoli. Ma al di là dell’essere messinese, è la qualità degli attori di questo gruppo che voglio sottolineare. E il Vittorio Emanuele ha fatto un bell’investimento, dando fiducia al regista e a tutti noi interpreti, non perché siamo tutti messinesi ma perché bravi e giusti per quest’opera».

Cosa c’è all’orizzonte per te?
«In inverno uscirà “Esterno notte”, la prima serie che Marco Bellocchio fa per la televisione, che ricorda il suo film “Buon giorno notte” e il tema del “Caso Moro”, qui raccontato con dei punti di vista diversi, in cui io ho una piccola parte, ma essere diretta da lui è stata un’ esperienza unica. Sul set infatti si respirava una qualità diversa, lui anche con un primo piano muto racconta tutto un mondo. Subito dopo riparto per Roma per iniziare una serie tv dove sono una coprotagonista femminile, si chiamerà Lady Corleone o Le ragazze Corleone, il titolo non è ancora ufficiale».

Tu hai la capacità di stupirti, è ancora così anche dopo tanti anni di carriera?
«Assolutamente sì e spero che sia così sempre; nelle prove mi sono stupita moltissimo delle emozioni che mi sono arrivate, recitare è vivere di questo stupore ogni volta e ritrovare sensazioni, sentimenti dentro di me che nella vita di tutti i giorni non appaiono e che riscopro in scena».

Aiuta la bellezza di interpretare storie sempre nuove che forse un po’ confondono ma, sicuramente, arricchiscono?
«Arricchisce l’assimilazione di tanti personaggi soprattutto di quelli realmente esistiti, è importante approfondire e conoscere figure del nostro Paese e poi la bellezza di uscire dalla nostra vita e poterne vivere delle altre, è meraviglioso».

Tu hai questo sorriso e questo volto di persona positiva, che rimanda ai ruoli di buoni, ma hai mai interpretato una cattiva?
«L’ho fatta una volta in “Vite in fughe” che è andato recentemente in Tv, sono queste sfide divertenti, perché in effetti mi si vede come brava ragazza, dolce, in quella fiction invece interpretavo un personaggio negativo, molto “action”, con la pistola in mano, responsabile dell’organizzazione di un rapimento di una famiglia sempre minacciata».

Da giovane avevi pensato che avresti avuto una carriera così importante e avevi sognato di vivere traguardi e momenti iconici per il cinema, come, ad esempio, il “red carpet” del Festival di Venezia?
«Quando ho iniziato, il mio unico desiderio era fare teatro, salire solo sul palcoscenico, non pensavo di fare cinema o Tv; attraversare il red carpet come ho fatto per il film il “ Nuovomondo” di Crialese o per quello di Martone, recitare con attori come Pierfrancesco Favino o Elio Germano, era impensabile; tutto quello che è venuto dopo è stato vissuto da me con stupore, gioia e gratitudine. La prima volta a Venezia è stata davvero emozionante, Crialese ha fatto mettere al massimo volume, mentre eravamo sul red carpet, la canzone di Nina Simone che noi ascoltavamo durante le riprese e che è inserita pure nella colonna sonora, quel momento è stato un vero tuffo al cuore! Spero ce ne siamo ancora tanti altri…».

In prima assoluta domani alle 21

“Molto rumore per nulla”, la commedia di William Shakespeare ambientata a Messina, andrà in scena al Teatro Vittorio Emanuele, in prima assoluta, domani, alle 21. Seguiranno gli spettacoli di sabato 23 ottobre, sempre alle 21 e di domenica 24 ottobre, alle 17,30. La traduzione e l’ adattamento sono di Giampiero Cicciò, che ne cura anche la regia. Scene e costumi di Francesca Cannavò, musiche di Dino Scuderi, movimenti di scena di Sarah Lanza. Il cast è composto da tanti messinesi, tra i quali Federica De Cola, Eugenio Papalia, Luca Fiorino e William Caruso.

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