Martedì, 29 Novembre 2022
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LA STORIA

Il leggendario giro del mondo in barca a vela di due messinesi

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Francesco Aurelio Geraci e Rosario Dominici e la prima circumnavigazione del globo

Un recente libro di Lorenzo Bono dal titolo “Tre oceani. Il primo giro del mondo di un velista italiano” (Nutrimenti editore) ci permette di rievocare un’epica spedizione che ha come protagonisti due marittimi messinesi, Francesco Aurelio Geraci e Rosario Dominici, fautori della prima circumnavigazione del globo in barca a vela. Un viaggio denso di insidie ma esaltante, ben degno di figurare accanto alle imprese marinare più nobili. Su questa impresa - che il libro ripercorre attraverso i diari di bordo di Geraci - ci piace ricordare gli articoli di Antonino Sarica (sulla “Gazzetta” e poi su “Moleskine”) e le ricerche del prof. Filippo Grasso (parente di Dominici) e di Attilio Borda Bossana.

Nato nel 1899 nel villaggio ionico di Giampilieri, Francesco Geraci (morto nel 1983) concepì l’idea di navigare a vela attraverso gli oceani ancora giovanissimo, quando cominciava a prendere confidenza col vento e con le vele nel mare dello Stretto. Frequentò il Regio Istituto Nautico di Messina nella sezione capitani e vi si diplomò nel 1918. Compiuto il servizio di leva, intraprese la carriera di ufficiale di coperta della Marina mercantile. A bordo, conobbe Paolo David, anche lui ufficiale di coperta ed esperto velista, e gli confidò quella sua vecchia idea. David accolse l’idea con entusiasmo e i due decisero di veleggiare insieme intorno al mondo, Ma per Paolo David quello splendido sogno doveva fatalmente rimanere tale.

L’imbarcazione destinata al grande viaggio fu allestita nei cantieri Pellegrino di Napoli e consegnata all’inizio dell’estate del 1932. Geraci diede alla sua barca un nome singolare, la chiamò M.A.S., acronimo del motto latino “Memento Audere Sempre”. Lo scafo era completamente pontato e con poche sovrastrutture: 7,20 tonnellate di stazza lorda; 1500 kg. di zavorra in cemento; lunghezza fuori tutto 10,50 mt; larghezza massima 2, 89 mt.; due alberi con vele “Marconi” e fiocco.

Leggi l'articolo completo sull'edizione cartacea di Gazzetta del Sud - Messina 

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