Venerdì, 06 Dicembre 2019
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Spettacolo solidale a Taormina, Monica Guerritore canta Alda Merini “ladra di vita”

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Monica Guerritore

«Acqua che sguscia dalla vita. Voce sempre ironica, sensuale, non educata ma vera e sincera come le sue poesie e le sue canzoni». Monica Guerritore, assieme a Giovanni Nuti, canta Alda Merini, per una serata sospesa tra cielo e terra che diventa un inno struggente e fortissimo alla vita. Sabato, alle 21.20, il teatro Antico di Taormina accoglierà lo spettacolo “…Mentre rubavo la vita”, organizzato da Taormina Arte assieme al Consiglio Italiano per i Rifugiati per accendere i riflettori su uno dei temi più attuali e tragici degli ultimi tempi e sostenere l'azione del Cir per migliorare il livello di protezione di migranti, rifugiati e sfollati interni in Libia. Il ricavato dello spettacolo sarà devoluto al progetto “Guardiamo oltre le frontiere”, per sostenere 400 rifugiati e fornire non solo assistenza alle persone più deboli che vivono in Libia, ma soprattutto protezione ai rifugiati che si trovano nel paese, anche all'interno dei centri di detenzione, affinché sia garantita la tutela dei diritti umani e affinché i soggetti più vulnerabili siano identificati, portati all'esterno e avviati ai corridoi umanitari verso l'Europa.

«Alda Merini era la poetessa degli ultimi, la sua intera esistenza è stata a contatto con la carne delle persone, con il loro dolore che era anche il suo - racconta Monica Guerritore - e lo spettacolo vuole essere un'occasione per raccogliere fondi e garantire la protezione alle persone che oggi sono come gli ultimi che tentano disperatamente di “rubare la vita” così come ha fatto Alda Merini. Ci sono associazioni ed organizzazioni come il Cir che si battono affinché queste persone deboli e fragili possano mettersi in salvo e sottrarsi a disumani viaggi in mare. Assistere allo spettacolo significa fare una piccola azione benefica per queste persone. Tutti possiamo aiutarli e non è vero che gli italiani hanno perso il senso di solidarietà e di umanità. Forse ci raccontano come peggiori di ciò che siamo ma il nostro è un popolo accogliente, generoso, aperto».

Generosa, aperta, appassionata, Monica Guerritore, artista eclettica e sensibile, racconta così il senso di uno spettacolo che la vedrà sul palco, assieme a quattro virtuosi musicisti, con Giovanni Nuti, autore delle musiche dei testi scritti dalla Merini, vere e proprie canzoni. Nuti ha avuto, infatti, una collaborazione artistica intensa e unica, durata sedici anni, con la grande poetessa, in quello che lei stessa amava definire un “matrimonio artistico”.

Come avviene l'incontro con Nuti e in che modo si concretizza lo spettacolo?

«Giovanni Nuti venne a vedermi a teatro quanto ero impegnata col musical “End of the Rainbow” dedicato agli ultimi anni della vita di Judy Garland, di cui tra poco uscirà anche un film con Renée Zellweger. Il mio timbro basso, roco lo incuriosì e lo affascinò. Un timbro simile alla voce di Alda Merini che in scena sentiremo, una voce che è nudità, corpo, sensualità, passione, dolore, grande amore vero e che arriva al pubblico e lo conquista. Nessuna donna resta indifferente davanti alla forza, all'energia libera, vitale, colorata, sensuale di Alda Merini. La musica di Nuti rende travolgenti i suoi testi. Io stessa resto ancora stupita della loro forza e potenza».

Un omaggio ad una grande poetessa, quindi.

«Alda Merini, candidata al Nobel per la poesia in Francia, forse in Italia è poco celebrata ma è molto amata. Quando canto le sue canzoni durante lo spettacolo sono tantissime le donne che cantano con me».

Com'è, in scena, il rapporto con Nuti?

«È sempre un po' folle, carico di ironia, racconta ogni volta molti aneddoti legati alla vita di Alda Merini, come il loro primo incontro o di quando lei si è messa a fumare dentro al Domo di Milano».

Ospite della serata sarà la cantautrice catanese Carmen Consoli. «Ci siamo parlate e lei ha deciso di interpretare “Amore irripetibile” che l'ha molto colpita, per una serata che dedicheremo alle persone che con noi canteranno e si emozioneranno».

Per Monica Guerritore cosa significa tornare a Taormina?

«Sempre un'immensa gioia, ci sono tanti ricordi che mi legano al suo teatro, con Gabriele Lavia, ritrovo il segretario della Fondazione Taormina Arte Ninni Panzera e il sindaco Mario Bolognari e con grande gioia ho accettato di esserci anche per aspettare l'alba del 10 agosto con lo spettacolo “Dall'inferno… all'infinito”. Per permettere al pubblico di percepire la magia del teatro di notte, illuminato prima solo da poche luci e poi dai bagliori dell'alba che si riflette sul mare».

Una carriera densa e intensa, la sua…

«Un percorso costruito nel tempo, dove vedo che c'è il cuore io vado».

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