Lunedì, 24 Settembre 2018
INTERVISTA CON FAUSTO PUGLISI

Il “re della moda”
ricorda le sue radici

fausto puglisi, Messina, Cultura

di Lilly La Fauci

Ne ha fatta di strada Fausto Puglisi da quando, fin da bambino, diceva al suo papà «diventerò un grande stilista». Ha riscosso grande successo la sfilata dell’eccellenza messinese durante la prima giornata della Settimana della moda di Milano, uno degli eventi più importanti del mondo nel fashion system e non solo. Fausto, che a soli 38 anni può essere incoronato re di quel mondo della moda che definisce «sogno ed incubo». è rimasto il ragazzo timido e sensibile di sempre. Pare quasi non accorgersi del suo successo per il quale è ormai apprezzato in tutto il mondo. Alla sua sfilata hanno preso parte vari vip, tra i quali Federica Panicucci e Belen Rodriguez. Non poteva mancare, infatti, quest’ultima, con la quale Fausto è diventato molto amico dopo il clamore mediatico sorto attorno al famoso abito disegnato per la showgirl che lasciava scoperto il tatuaggio con la farfallina più discussa dagli italiani. «Gli impegni sono veramente tanti, ma non mi sarei persa la sfilata di Fausto per niente al mondo!», ha esclamato la Rodriguez, correndo ad abbracciare lo stilista. Belen e Fausto sono stati letteralmente travolti dai fans. La sfilata di Puglisi era una delle più attese. E lui, con il suo caratteristico tripudio di contrasti e colori forti come il fucsia, il verde ed il giallo, ha incantato tutti. Un «grande stilista», come sognava da bambino, lo è diventato davvero.

– Sei nato a Messina e a soli 18 anni sei partito per New York, con che stato d’animo lo hai fatto? Era più l’entusiasmo o la paura verso questo nuovo mondo a cui andavi incontro?

«Sicuramente l’entusiasmo. Un po’ di paura c’è sempre quando ci si appresta a cambiare completamente vita, ma se sei spinto da una grande passione, trovi una forza che non sapevi neanche di avere».

– Essere messinese è stato più un punto di forza o di debolezza?

«Sicuramente una forza. Essere di Messina è un punto di forza e soprattutto di orgoglio. Ogni volta che sono in America, a Parigi o a Milano, penso proprio alle mie radici e trovo una grande forza ricordandomi di avere questo “surplus”. Messina è la città più bella del mondo, ispira la mia arte ogni giorno e ci torno ogni volta che posso».

– Quanto è stato importante per te il clamore mediatico sorto attorno al famoso abito indossato da Belen che lasciava scoperto il tatuaggio della showgirl raffigurante la celebre farfallina?

«Molto. Soprattutto perché da quel giorno ho una nuova amica. In pochi sanno che quell’abito, inizialmente, non era stato fatto in quel modo. Quello spacco l’ho fatto all’ultimo minuto. Belen ha osato senza paura, ed è stato un successo per entrambi».

– Lo stile che proponi mescola elementi d’alta cultura con elementi popolari, qual è il messaggio che i tuoi abiti vogliono lanciare?

«Lo stile dei miei modelli si ispira alla Sicilia. Unisce pietà e forza, bellezza e orrore. Proprio come la nostra meravigliosa isola. È un invito a conoscerla e ad amarla così com’è».

Se dovessi dare un consiglio ai giovani che vogliono intraprendere la tua stessa strada, cosa diresti loro?

«Direi senza dubbio: pensateci bene. Il mondo della moda non è solo lustrini e paillettes come spesso può apparire. Il mio è un lavoro bellissimo, ma lascia poco tempo per sé stessi e per i propri cari».

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Breve biografia

Folgorato sulla via di Hollywood

Fausto Puglisi è nato a Messina nel 1976. Inizia la sua carriera giovanissimo e a 18 anni si trasferisce a New York, dove inizia a collaborare con stilisti e fotografi di fama internazionale. A Hollywood entra in contatto con il mondo del cinema e della musica e ben presto le sue creazioni vengono indossate da celebri attori e musicisti. Il suo stile si caratterizza per i contrasti di colore, per la ricerca minuziosa dei ricami e per le creazioni geometriche che esprimono un ideale di bellezza incentrato sulla forza. Tra i “testimonial” Belen ma anche altre star europee e americane. Puglisi, quando può, torna sempre nella città dello Stretto.

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