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Il femminicidio di Sara Campanella: il "grido" di Messina per tutte quelle donne che non hanno più voce

Il maltempo non ha scoraggiato la marea femminista che ha trasformato lo spazio coperto in un’onda di voci e rumore contro quel silenzio che uccide ogni possibilità di salvarsi e di salvare

"Siamo il grido, altissimo e feroce, di tutte quelle donne che non hanno più voce". La Galleria Vittorio Emanuele stracolma e l'eco di urlo contro la violenza, contro quel silenzio che uccide ogni possibilità di salvarsi e di salvare. "Se non parliamo siamo solo testimoni silenziosi di quello che sta accadendo. Vi prego oggi stiamo commemorando Sara, domani non fate che questa giornata sia un ricordo sbiadito" dice al microfono una giovane, circondata da un fiume umano.

Nel pomeriggio, la pioggia non ha fermato la mobilitazione a Messina: la manifestazione “Doveva essere l’ultima” ha portato in piazza migliaia di persone per Sara Campanella e per tutte le vittime di violenza di genere. Organizzata da Non Una Di Meno Messina, UDU Unione degli Universitari e Rete degli Studenti Messina, la protesta ha visto la partecipazione di uomini e donne, unite da un’unica volontà: fare rumore.

Tra cartelli, slogan e interventi accorati, la Galleria è diventata un luogo di resistenza e memoria. “Non possiamo restare in silenzio di fronte a questa ennesima tragedia,” hanno dichiarato le attiviste del collettivo Non Una Di Meno, sottolineando la necessità di un cambiamento culturale. Il corteo avrebbe dovuto svolgersi in Piazza Unione Europea, ma il maltempo non ha scoraggiato la marea femminista che ha trasformato lo spazio coperto in un’onda di voci e rumore, tantissimo rumore. “Sara non è solo un nome, è una persona a cui è stata tolta la vita, il simbolo di tutte coloro che non ci sono più; per loro adesso e sempre dobbiamo fare non un minuto di silenzio ma tanto, tantissimo rumore” hanno ribadito le voci rappresentanti del collettivo.

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