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Quel sorriso spento dalla violenza a Messina: Sara Campanella era "una studentessa brillante e piena di promesse"

Domani in segno di lutto l'attività didattica del corso di laurea frequentato dalla studentessa verrà sospesa

Era una giovane studentessa del terzo anno del corso di laurea triennale in Tecniche di Laboratorio Biomedico dell'Università degli Studi di Messina. Brillante e appassionata. Sara Campanella aveva compiuto 22 anni anni lo scorso 15 marzo, era benvoluta da colleghi e docenti per il suo impegno e la sua determinazione. Ieri pomeriggio poco dopo le 16 la sua vita è stata tragicamente spezzata da una coltellata alla gola nei pressi dello stadio "G. Celeste" di Messina, qualche minuto dopo essere uscita dal policlinico di Messina.

La famiglia di Sara Campanella abita in via Nazionale a Portella di Mare una frazione di Misilmeri (Palermo). La madre è maestra nella scuola dell’infanzia. Il sindaco di Misilmeri Rosario Rizzolo, che non conosce i Campanella personalmente, dice che la coppia ha un altro figlio. «Ancora una volta Misilmeri piange la morte di una giovane vittima. In questo ultimo periodo ci sono stati diversi suicidi di giovani adesso piangiamo una giovane vittima strappata alla vita e agli studi con violenza» dice Rizzolo.

In segno di lutto l'attività didattica del corso di laurea verrà sospesa nella giornata di oggi. La rettrice dell'Università di Messina, Giovanna Spatari, ha espresso il dolore e lo sgomento di tutta l'istituzione per la terribile perdita: «A nome di tutta la comunità accademica esprimo profondo dolore e sgomento per l'uccisione di Sara Campanella. L'Università di Messina si stringe attorno ai familiari, ad amiche e colleghe, ad amici e colleghi di Sara in questo terribile momento. La perdita di una giovane vita è sempre una tragedia immane, ma quando questa vita viene spezzata in modo così brutale, la nostra sofferenza è ancora più acuta».

La rettrice ha inoltre ricordato che solo cinque anni fa l'Ateneo aveva vissuto un'altra tragedia simile con l'omicidio di Lorena Quaranta. Da allora, l'Università ha intensificato il proprio impegno per diffondere la cultura del rispetto e combattere ogni forma di violenza, con l'obiettivo di contrastare la piaga dei femminicidi e offrire supporto alle proprie studentesse e studenti. «Oggi più che mai dobbiamo rinnovare il nostro impegno per non lasciare che simili tragedie si ripetano e per fare in modo che Sara venga adeguatamente ricordata», ha concluso la rettrice.

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