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Barcellona, luce sull'omicidio di Giovanni Perdichizzi. Arrestati i presunti killer

Svelato il contesto dell'omicidio di Capodanno del 2013 in cui morì l'emergente di Cosa nostra. In manette i due uomini che lo avrebbero ucciso al bar, Bucolo e Crinò

Era un emergente di Cosa nostra barcellonese il 41enne Giovanni Perdichizzi "u spinaciu", quando lo ammazzarono a Barcellona davanti al bancone di un bar, in via dei Vespri, nel tardo pomeriggio di Capodanno del 2013. Furono due killer in sella ad uno scooter Yamaha T Max, con un fucile calibro 12 caricato a pallettoni. Non si rese conto di morire, aveva fumato poco prima una sigaretta fuori dal locale. Il primo colpo alle spalle, il secondo, quello di grazia, alla testa.

Su di lui aveva scommesso il vecchio boss Filippo Barresi, nominandolo reggente della cosca in un momento storico in cui tutti gli altri capi erano in carcere, con il mandato di raccogliere il bottino delle estorsioni nella zona di San Giovanni e distribuirlo ai vari affiliati. Ma ben presto, stando alle nuove rilevazioni dei pentiti, Perdichizzi non si era dimostrato all'altezza del compito e non distribuiva un bel niente. Ed era rimasto "isolato".

La sua uccisione era l'ultimo degli omicidi irrisolti
di quella stagione di sangue a Barcellona, che esattamente un mese prima, il primo dicembre del 2012, aveva visto l'eliminazione in un salone da barba di Giovanni Isgrò, che era legato proprio a Perdichizzi.

Adesso su questa esecuzione rimasta per vent'anni senza colpevoli c'è una nuova lettura della Procura di Messina diretta da Antonio D’Amato, che ritiene di aver individuato i due killer che agirono in quel Capodanno del 2013. Dopo un'indagine dei carabinieri del Ros coordinata dal procuratore aggiunto Vito Di Giorgio, il magistrato che ha dedicato gli ultimi vent'anni della sua carriera a combattere le cosche mafiose barcellonesi, con il collega della Dda Fabrizio Monaco.

Secondo la Distrettuale antimafia i killer furono il 35enne Salvatore Bucolo e il 39enne Giovanni Crinò. Li hanno arrestati stanotte i carabinieri del Ros, dando esecuzione ad una ordinanza di custodia cautelare della gip Arianna Raffa, che ha accolto le richieste della Dda. L'accusa per loro è di omicidio con il fine di agevolare l'associazione mafiosa dei "Barcellonesi".

A distanza di parecchio tempo dalle prime rivelazioni dei pentiti, per esempio quelle del boss Carmelo D’Amico e di Nunziato Siracusa, sono emerse di recente nuove propalazioni dei collaboratori Salvatore Micale, Alessio Alesci e Marco Chiofalo "balduccio". Agli atti ci sono anche le vecchie immagini delle telecamere di sorveglianza della zona che immortalarono i due killer in sella allo scooter prima e dopo l'esecuzione mafiosa, messe in sequenza dai carabinieri del Ros insieme ad altri riscontri investigativi. E il cerchio si è chiuso.

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